mercoledì 29 giugno 2011

Tutta colpa del cedro...


E' partito tutto quando siamo andati a ritirare Ligio (il ciliegio regalo per il marito). Nel vivaio stavano lì inosservati dei bellissimi cedri con enormi frutti profumatissimi. Sempre il marito ha chiesto di poterli prendere conoscendo la fine che avrebbero fatto e il proprietario ha acconsentito perché tanto non li avrebbe usati.
Io che non oso chiedere troppo ero felice del bottino e arrivata a casa mi sono messa alla ricerca di delucidazioni per poterlo candire. Mi piacciono i canditi ma non mi sono mai messa all'opera più che altro per la mancanza della materia prima giusta. Dovendo usare la scorza, in questo caso più che in altri la frutta non deve essere trattata! Eccomi accontentata.
Rimaneva però l'enorme dilemma su cosa farne del succo, davvero un peccato sprecarlo ma puro non sarei davvero riuscita a berlo.
Pensa che ti ripensa mi è saltata alla mente la ricetta del curd di Sigrid, quello light dei regali golosi e ho pensato che si sarebbe potuto fare un cedro curd. Tra l'altro quando provai la sua ricetta originale non mi convinse tanto per colpa dei limoni a disposizione quindi era la volta giusta per riscattarla.
Fu così che in un momento libero ho trasformato il succo in un barattolo di crema gialla puntinata di vaniglia.
Stavolta decisamente meglio! Ma la crema in questione non è fatta per essere mangiata da sola a cucchiaiate, così è sorto il successivo dilemma per quale sarebbe stato l'accompagnamento migliore.
Ho optato per un rotolo, facile facile e non avrebbe richiesto la cottura della crema (che non mi convinceva del tutto).
Eccoci arrivati al motivo del rotolo farcito al cedro curd. Essendo poi che il curd deve essere tenuto in frigo anche il rotolo fa la stessa fine ed è piacevole gustarlo in queste giornate calde (troppo calde! :-( )
Anche i canditi poi sono usciti bene, forse un po' troppo cristallizzato lo zucchero per i miei gusti, e aspettano tranquilli il loro momento di gloria.

Ingredienti per il cedro curd:
  • 160 ml di succo di cedro;
  • 120 g di zucchero;
  • 2 uova;
  • 1 cucchiaio di fecola di mais;
  • 1 baccello di vaniglia;
Sbattere le uova con il succo e lo zucchero in una ciotola o pentolino che poi dovrà andare a bagnomaria. Aggiungere i semini della vaniglia, la fecola e mescolare con la frusta per non formare i grumi. Ora mettere a bagnomaria e continuare a mescolare di continuo finché la crema non si sarà addensata bene. Invasettare e conservare in frigo.

Ingredienti per il rotolo:
  • 4 albumi a temperatura ambiente;
  • 140 g di farina;
  • 120 g di zucchero;
  • 120 g di burro morbido;
Lavorare a pomata il burro, aggiungere zucchero fino a formare una crema omogenea. Unire gli albumi non montati a neve e aggiungere la farina. Spalmare su una placca da forno rivestita con la carta apposita e cuocere a 200°C per 4 minuti. Lasciare raffreddare qualche minuto, spalmare con la crema, nel mio caso il curd ma va bene qualsiasi ripieno e arrotolare aiutandosi con la carta da forno. Srotolare solo quando si sarà raffreddato e spolverare con lo zucchero a velo; io avevo dei pistacchi già tritati ed ho pensato di usarli, ci stanno bene sia alla vista che al gusto.
Affettare e gustare, un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.

martedì 21 giugno 2011

Semplicemente bignè

Sono da sempre stata golosissima di crema pasticcera, anche di altro a dire il vero ma la crema pasticcera mi ha sempre regalato un minuto di piacevolezza. Forse perché era uno di quei dolci che non mi erano sempre disponibili, sarà che, per quanto non sia per niente difficile farla anche buona, mia mamma non si era mai messa a sperimentare, magari perché pur prendendo dolci in pasticceria non ce n'è mai in grande quantità e ti ritrovi a mangiare un contorno di qualcosa perché vuoi il ripieno. Insomma ho trovato il dolce che ne contenesse di più e l'ho eletto a pasticcino preferito; subito dopo viene il cannoncino.
Non mi fregavano però con simil creme da bustina perché mi hanno sempre deluso, doveva essere La crema pasticcera.
Ora io magari ne faccio una banalissima ma devo dire che non mi dispiace, naturalmente le materie prime devono essere di prima qualità, quindi vaniglia in bacche e niente vanillina, ovetti biologici se non da galline conosciute e idem per il latte. Oltretutto proverò anche le mille ricette con alternative vegane, sia mai che si sostituiscano alla mia adorata crema. Trovata la crema homemade rimaneva di farci l'involucro adatto.
I bignè, così gonfi e vuoti, mi sono sempre sembrati difficili da fare, pensavo ad un procedimento lento e con una lievitazione alquanto delicata. Mi sono dovuta ricredere! Sembrano anche una stupidata, più veloci di altre preparazioni.

La foto come al solito non rende al massimo ma sono talmente facili da fare che si possono provare a fare per credermi.
Ingredienti per circa 16 bignè:
  • 50 g di burro;
  • 75 g di farina;
  • 2 uova;
  • un cucchiaino di lievito;
  • sale;
In una pentola mettere 130 ml di acqua, il burro e un pizzico di sale. Mettere sul fuoco e appena inizia a bollire spegnere e versare la farina tutta in una volta, meglio se setacciata.
 Mescolare a lungo con un cucchiaio di legno per amalgamare ed ottenere una palla compatta che si stacca dai bordi.
Lasciarla intiepidire e aggiungere un uovo alla volta amalgamandolo bene prima di inserire il secondo. Controllare la consistenza che non deve essere troppo molle.
Incorporare anche il lievito e mescolare con il mestolo o una spatola sollevando l'impasto per farlo aerare.
Ricoprire una placca da forno con un foglio di carta da forno (appunto) e distribuire la pasta a mucchietti ben distanti tra loro. I mucchietti non troppo grossi, io uso il cucchiaino, bisogna aver fede e loro cresceranno (le prime volte per paura facevo le palline troppo grosse e venivano bignè enormi, buoni ma che rischiavano di collassare perché non reggevano). Cuocere a forno caldo per 30 minuti a 200 °C.
Non aprire mai il forno durante la cottura, sono timidi!

Già che ci sono metto anche la banale ricetta della crema che uso io ma ogni variante andrà bene lo stesso.
Ingredienti:
  • 500 ml di latte;
  • 4 tuorli;
  • 150 g di zucchero;
  • 40 g di farina (anche di riso volendo se si hanno problemi col glutine);
  • vaniglia in bacche;
  • la scorza grattugiata di 1/2 limone non trattato;
Far bollire il latte con la scorza di limone e la bacca di vaniglia. Nel frattempo montare i tuorli con lo zucchero. Aggiungere poco alla volta la farina setacciata mescolando bene per non formare grumi e versare il latte caldo, filtrato per togliere scorza e vaniglia, a filo. Mescolare dal basso verso l'alto continuamente. Fare raffreddare in una terrina.
Per riempire i bignè ho usato una siringa per decorazioni con il beccuccio stretto e lungo per fare il buchino più piccolo possibile.

Un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.

domenica 12 giugno 2011

Voglia di pizzaiola...ma di soia...


In una "gita" in un supermercato biologico il marito ha inserito nel carrello le 'bistecchine' di soia disidratate. Non le avevo mai prese io perché se devo mangiare derivati proteici in sostituzione alla carne  preferisco usare il seitan (e prima o poi mi lancerò all'autoproduzione!) ma lui le aveva mangiate in passato e avrebbe gradito rimangiarle ogni tanto.
Ora dovevo capire come cucinarle al meglio. Nei blog su cui sbavo abitualmente (nel senso dell'acquolina che ti fanno venire per le ricette invitanti e ben presentate) c'erano delle valide alternative e dei consigli che si sono rivelati utili per il procedimento di cottura -sulla confezione in effetti non c'era scritto nulla che potesse aiutare -però poi ha prevalso la voglia latente che c'era da un po' del sughetto dell pizzaiola. Strano a dire il vero ma son quei sapori che ogni tanto ti affiorano alla memoria senza un motivo preciso portandosi con sé il ricordo di quando li si assaporava e così è stato sta volta. Quale migliore occasione di soddisfare le voglie!
Sorge un altro dilemma: io non ho mai cucinato una pizzaiola! Eh si perché da quando mi è presa sta 'passione' di cucinare non ho più mangiato carne e tanto meno ne ho cucinata se non per rarissime eccezioni. Serviva quindi riadattare una ricetta a delle simil bistecchine senza aver mai provato a fare l'originale: devo dire che le mie voglie si divertono a complicarmi la vita ma alla fine non ci riescono del tutto. :-)
Gli ingredienti base di cui mi ricordavo della pizzaiola sono: sugo, aglio e origano. Non ho idea di come potesse piacermi dal momento che ho una vera e propria avversione per l'aglio, motivo per cui in casa non ce n'è l'ombra e in un anno sono riuscita a non farlo entrare in nessun piatto cucinato. Normalmente se lo vedo negli ingredienti di qualsiasi ricetta lo elimino senza pensarci un secondo, però però il sugo della pizzaiola deve aver almeno uno spavento d'aglio. Ho risolto inserendo nel sugo una cima dell'aglio a cui avevo consentito un breve soggiorno in frigo dopo essermi accertata che non puzzasse.
Il purè è stato fatto sia per completare il piatto unico sia per utilizzare le patate novelle tanto buone!
Ingredienti per le 'bistecchine' in pizzaiola:
  • brodo vegetale
  • cipolla
  • farina 
  • una spruzzata di vino bianco
  • polpa di pomodoro 
  • origano
  • olio e.v.o.
  • sale
Bollire per 20 minuti le bistecchine nel brodo (io sono partita da mezzo litro di acqua ma poi è avanzato) e lasciarle raffreddare un po' sempre all'interno del brodo. Questo procedimento serve per reidratarle per bene e per dar loro maggiore sapore. Sulla confezione era riportato semplicemente di lasciarle per una ventina di minuti in acqua ma mi sono fidata di più delle ricette lette in internet. Una volta intiepidite strizzarle e infarinarle per bene. 
Ora inizia il procedimento misto che mi sono inventata io per andare incontro alla necessità della soia di cuocere per ulteriori 40 minuti. Avevo paura che mettendole direttamente nel sugo questo si sarebbe ristretto troppo così ho fatto appassire la cipolla in una pentola a parte con un filo d'olio, inserito la soia e sfumato con del vino bianco. Ho fatto cuocere per una ventina di minuti allungando con in brodo di cottura man mano che asciugava. Praticamente una specie di scaloppina che si sarebbe potuta mangiare così magari con l'aggiunta di alcune foglie di salvia. MA io avevo sempre voglia di PIZZAIOLA! (non so se si è capito??) 
Allora in un'altra pentola mettere la polpa di pomodoro nel mio caso con la cima d'aglio altrimenti con lo spicchio d'aglio (decidete voi se schiacciato, in camicia con l'anima o senz'anima,io di aglio non me ne intendo proprio so solo che lo evito!), salare e far cuocere per dieci minuti, aggiungere l'origano secondo il proprio gusto e le bistecchine prelevate senza cipolle dall'altra pentola. Cuocere per altri 10 minuti.
Il sughetto rimasto con la cipolla è stato finito mettendolo sul purè, ci stava veramente bene.
Non so se sia stato il procedimento per la pizzaiola classica ma sono uscite molto bene e ci sono piaciute il tutto accompagnato e reso migliore dall'unico tramonto della settimana che si è sostituito a pomeriggi di pioggia e temporali.
Un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.

venerdì 10 giugno 2011

Zucchine ripiene, le mie!

Sono maturate le prime zucchine nell'orto! che soddisfazione! Come cucinarle, come cucinarle? Le opzioni sono diverse e le fonti di ispirazione anche ma sta volta ho optato per finire ingredienti che erano in frigo e si annoiavano...tanto poi ne arriveranno altre e si potrà variare.
Ed ecco che domenica ho raccolto anche i fiori freschi e preparato queste zucchine.

Cosa ci ho messo dentro?
Ingredienti:
  • 3 zucchine tonde
  • 100 g circa di trofie fresche (nel mio caso ma anche altri formati ma se non è pasta fresca regolarsi con il peso)
  • fiori di zucchina circa una decina
  • una fettina di taleggio
  • una bustina di zafferano
  • olio evo
  • parmigiano
  • sale
Ho iniziato tagliando la parte superiore delle zucchine e le ho scavate senza romperle. Farle cuocere al vapore ma lasciarle al dente.
Tagliare a tocchetti il ripieno e la testa della zucchina e saltarla in padella con un filo d'olio evo per ammorbidirle e aggiungere un pizzico di sale; a metà cottura aggiungere i fiori di zucchina e  una bustina di zafferano. Contemporaneamente bollire al dente la pasta in acqua salata e unirla alle zucchine per portare avanti ancora un po' la cottura. Alla fine aggiungere il taleggio tagliato a dadini e coprire con un coperchio per farlo sciogliere ma non mescolare. Scaldare il forno a 180°C e riempire i gusci delle zucchine con la pasta lasciando in superficie i pezzetti di taleggio e spolverare con parmigiano. Adagiare le zucchine su una teglia versando sul fondo un po' di sughetto di cottura delle zucchine e infornare per un quarto d'ora ma regolarsi con la cottura.
Squisite!


Un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.


mercoledì 8 giugno 2011

Quando l'assistente complotta


Olivia, la sfaticata assistente che vaga per la cucina e la casa, si era stancata di usare l'Anatomy Kitchen di cui avevo parlato e già provata per il caldo delle scorse settimane si stava preoccupando per cosa le sarebbe toccato nei mesi a seguire. Anche perché non si sa come a me viene da usare il forno più in estate che in inverno, mah...!
Così in sordina ha ascoltato i commenti, fatto caso a dove cadeva l'attenzione della sottoscritta, si è confrontata col marito e ha fatto in modo che quest'ultimo mi regalasse il signor Ken! Scelto da lui ovviamente perché fosse stato per me avrei preso il fratellino più piccolo, mi sarebbe bastato, dicevo, quando mi capitava di guardare i modelli...
Prima o poi l'avrei preso, mancava e ci voleva, perché c'erano cose che proprio l'Anatomy non era in grado di fare; ma aspettavo, rimandavo ed ecco che altri hanno scelto per me!
Io felicissima! E' arrivato anche la settimana prima della ricorrenza motivo del regalo con la richiesta di qualcosa di dolce...'Così lo provi e poi puoi fare quello che vuoi' mi è stato detto.
Ed eccolo lì che si è fatto spazio in cucina, ha trovato quel posto che prima sembrava non esserci ed ha già legato con gli altri elettrodomestici (pure in tinta), pronto a sgranchire le fruste anche se ha promesso di non montarsi troppo la testa!

E come promesso mi sono già sbizzarrita a fare i frollini che a fare a mano mi facevano penare accompagnati da bignè che escono sempre e vanno fatti rigorosamente con l'Anatomy Kitchen. La ricetta dei frollini arriva da questo stupendo sito mentre la ricetta per i bignè la metterò in un post a parte.




Questo invece è Ligio: un ciliegio da fiore Kanzan ed è stato il mio regalo!



Finisco con la torta per Olivia...



Un muggito con la bocca piena e un saluto,
Silvia & Olivia.

mercoledì 1 giugno 2011

Tris di risi

...Con tofu e crema di lenticchie rosse.



Una stupidata di piatto ma buono.
Veloce da fare, non tanto per i tempi di cottura del riso Venere e di quello selvaggio ma perché non c'è molto da fare mentre loro cuociono. Un misto di sapori, tra l'altro lasciati per lo più al naturale.
Mi limito a descrivere il procedimento diviso per preparazioni.

Riso basmati: portare a bollore dell'acqua salata e cuocervi il riso per una quindicina di minuti, dipende dal grado di cottura che vorrete, scolare l'aqua in eccesso e condire con un filo d'olio e una manciata di semi di sesamo tostati.
Riso Venere: portare a bollore un quantitativo di acqua doppia rispetto a quella del riso, in questo caso senza salarla, cuocere il riso per 35-40 minuti, scolare l'eventuale acqua rimasta e condire con del tamari e un filo d'olio. Il riso va precedentemente sciacquato.
Riso selvatico: (sulla confezione consigliavano la pentola a pressione ma io ho fatto senza) versare il riso, precedentemente sciacquato, in una volta e mezza il quantitativo di acqua salata rispetto al riso. Cuocere per un'oretta. Condire con un filo d'olio.
Crema di lenticchie rosse: in un pentolino mettere le lenticchie rosse e il doppio dell'acqua con un po' di preparato per brodo in polvere (o sostituire l'acqua con il brodo di verdure già pronto) e lasciare cuocere finché si sfaldano e diventano crema. All'incirca una mezz'ora con il coperchio per non fare attaccare, avranno anche assorbito l'acqua e non ci sarà bisogno di scolare nulla.
Il tofu marinato: il mio era sempre il tofu alle erbe della ricetta Ceciofu, stavolta però l'ho messo a marinare tagliato a fette per mezzora in una soluzione di acqua e tamari, poi l'ho scolato e cotto ancora in una padella antiaderente. Rimarrà molto saporito da solo senza bisogno di altro.

Una volta pronto il tutto impiattare come meglio si crede. Nel piatto la crema di lenticchie si vede poco perché è sotto i pezzettini di tofu.
Un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.