lunedì 31 ottobre 2011

Buon Samhain!


Qui si intagliano mele, per la precisione è Johnny, perché le zucche sono inflazionate e poi la mela mi rispecchia di più.
Inoltre non è per festeggiare Halloween che non mi interessa ma per ricordare il capodanno celtico,
Samhain, che ha un significato diverso. 
Giusto un pensiero, un divertimento anche veloce per poi bere il succo di mela caldo con cannella e chiodi di garofano.
Un muggito e un saluto, 
Silvia & Olivia.

mercoledì 12 ottobre 2011

Un arrivederci sereno

Non sono una persona estiva. Tollero veramente poco le alte temperature, da sempre ma ogni anno è peggio. Non sono mai stata attirata dai mesi estivi e li ho più che altro subiti come dato di fatto.
Io che sudo per niente però sono anche molto sensibile al freddo, diciamo pure che ne soffro; diciamo che ho un range di escursione corporea molto limitato!
Io che ho mani e piedi perennemte gelati, tranne quando mi capita di dover impastare una frolla ma questa è sfiga!
Però se il caldo mi snerva, mi atterra e proprio lo eviterei, il freddo con le dovute precauzioni mi piace!
Mi piace coprirmi, l'idea di scaldarmi, adoro le coperte, i calzini pesanti di lana, le tazze di the caldi -non bollenti, appunto che se no mi scotto- mi piace il freddo fuori e il caldo dentro.  
Io che ho calzini e scarpe chiuse ormai da settembre nonostante le alte temperature ora, che finalmente è arrivato l'autunno, devo proprio salutare le mie All Star che mi piacciono tanto per altre scarpette più adatte a me.




Pur mettendo calzini più pesanti non riesco proprio a tenerle e rabbrividisco se d'inverno vedo persone che le portano ancora, provando anche un po' d'invidia coi miei pezzettini di iceberg infilati in stivali pelosi.
E' arrivato il momento di pulirle un po', salutarle e riporle nella scatola ad aspettarmi l'anno prossimo appena potrò rimetterle. Poi tornare in casa per un the caldo, una coccola, da sorseggiare sul divano con la luce del tramonto, per ora senza coperta. 




Un the verde al gelsomino arricchito da qualche fogliolina di erba Luigia (cedrina, lippia, verbena odorosa o Gigia per gli amici)e qualche foglioline di Stevia (dolcificante naturale), raccolte dal mio angolino di aromatiche. 
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.

lunedì 10 ottobre 2011

Mercatanti in fiera

Non viaggio molto anche se mi piacerebbe. Ci sono tanti posti che vorrei visitare, che mi affascinano e vorrei conoscere. Me li segno tutti, accumulo volantini, immagini e nel frattempo grazie ad internet li studio un po' per essere preparata quando un giorno li vedrò di persona anche io, perché sono sicura che succederà.
Ormai tantissima gente della mia età è stata già diverse volte all'estero anche solo per un week end, per non parlare dei soggiorni studio e ho amici che hanno trascorso dai sei mesi ad un anno in Australia.
Io sono decisamente più sedentaria per non dire fissa.
Quello che mi attira dei posti in cui vorrei andare oltre al paesaggio e le tradizioni è indubbiamente il cibo e l'artigianato locale.
Se per quanto riguarda internet passare da lei mi fa sognare, da un paio di anni mi faccio un breve giretto in Europa andando ad una fiera che si tiene a Bergamo.




Un week end in cui si concentrano bancarelle con commercianti che parlano solo alcune parole di Italiano affiancati da aiutanti per venire incontro ad ogni tipo di turista.
Un mix di lingue e culture che espongono i loro prodotti tipici con bancarelle in doppia fila, di cibo o di oggetti, ogni anno bene o male le stesse, per un piacevole appuntamento. 
Passi rapidamente da essere avvolta da una nuvola di fumo della bancarella di salsicce tedesche :-( ad un profumo di lavanda o di cannella per la bancarella di biscotti speziati dall'olanda.
Io ho i miei punti di ristoro!




Una bancarella dall'Austria che fa dei muffin ottimi, al limone con gocce di cioccolato, soffici e leggeri anche se non lo saranno poi così tanto ma ogni boccone te lo gusti proprio e il sapore e la consistenza rimangono impressi come voglia fino all'anno successivo.




I Bretzel freschi direttamente dalla Germania con il loro gusto di anice cumino e finocchio e non troppo salati come quelli che ti capita di incontrare, quando ti capita di incontrare, in Italia. Ci sono anche quelli dolci coi semi di papavero, e quest'anno ho provato quelli alla noce. Sono enormi e con uno ti riempi anche troppo mangiandolo in due. Ma in questi casi è la gola che parla, nel senso lato del termine, quello peccaminoso, e che te li fa rimpiangere la settimana dopo quando ti mancheranno, e tanto.




La bancarella bretone con i burrosi biscotti, ottimi da gustare con un the caldo. Ti metti un guantino, riempi il sacchetto (che hanno fatto apposta per me lo so, ma questa è un'altra storia) e te li porti via.
I prezzi non sono stracciati per usare un eufemismo ma non dovendo pagare un biglietto aereo e trovandoli tutti nello stesso posto valgono la spesa.



Poi passi di fianco ai cioccolatini dal Belgio, piccole preziose praline; il chiosco di birra dall'Irlanda e il camion dall'Inghilterra che carica e scarica piatti e tazze di porcellana.






Lo stand dalla Spagna che offre Paella preparata al momento in enormi pentoloni e dove si forma sempre una gran fila (che però devo solo attraversare per fortuna).
Fino all'ultima nostra tappa: i fiori Olandesi. Sacchi di bulbi di tulipani, crochi, amaryllis, narcisi ed altro ancora. Questi si che sono veramente convenienti e si portano a casa ad un prezzo stracciato. Il periodo è anche quello giusto per piantarli e in primavera ti regaleranno una splendida fioritura! (già testati l'anno scorso e decisamente soddisfatti)




Di bancarelle ce ne sono ancora tante e ce ne sono anche di Italiane. Tanta è la gente che ogni anno si ritrova e ti passa di fianco con passeggini o amici a quattro zampe.






Ci sono anche artisti di strada che si esibiscono rubando per un po' pubblico alle bancarelle.




E' stata tra l'altro una giornata perfetta, con un sole ancora decisamente caldo, anche troppo rispetto al giorno precedente che però ha regalato una cornice stupenda data dall'ottima visibilità di Bergamo Alta.




Per un giorno mi è sembrato di viaggiare con un po' di fantasia.
In attesa di altri viaggi più reali, un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.

mercoledì 5 ottobre 2011

Pasta fresca

Un'altra abitudine ereditata dalla nonna è quella della pasta fresca. 
Mangiata diverse volte dalla nonna condita con burro e salvia. 
Vista fare tante volte dalla mamma anche all'ultimo minuto quando si fermava qualcuno a mangiare.
Ho assorbito il concetto che la pasta è rapida da fare, semplice e buonissima. Può essere la base per ravioli, lasagne o altro; non ho mai visto confezioni di sfoglie già pronte.
Ho iniziato a farla anche io copiando quello che hanno sempre fatto loro senza chiedermi se fosse il procedimento esatto. L'ho sempre mangiata così, è sempre uscita e piaciuta ad eventuali ospiti quindi per me era corretta. 
Fino a quando ho iniziato a gironzolare in rete ed ho visto varianti, altri metodi e altre teorie. Mi sono chiesta cosa cambiasse o a cosa servisse quel procedimento senza però indagare o sperimentare. Sono rimasta fedele ai metodi della nonna. 
Ho introdotto il riposo di almeno mezz'ora che rende più elastico l'impasto e lo "asciuga" un po'; avevo sempre visto lavorarla subito ma effettivamente il riposo aiuta.
La pasta fatta in casa era rigorosamente all'uovo ma ora so che può essere fatta benissimo senza .


Questa è stata fatta per usare un ovetto avanzato dai dolci dei compleanni che volevo usare intanto che era fresco. Normalmente non mangiamo le uova se non come ingrediente di altre preparazioni quindi rischiava di rimanere in frigo dimenticato.
Non è che ci sia una vera ricetta, c'è solo una proporzione 1 uovo per 100g di farina, o meglio semola di grano duro; ho sempre usato solo la semola di grano duro senza tagliarla con altre farine. Niente sale nell'impasto, niente olio. 
Si parte da questa proporzione poi ci si regola in base all'impasto aggiungendo un po' di farina o un goccio d'acqua. L'impasto deve essere morbido, elastico, che non si appiccica alle mani. Va impastato finché risulta omogeneo poi fatto riposare almeno mezz'ora coperto da un canovaccio :-)
Io l'ho impastato a mano dando le spalle al Ken che qualche volta sciopererà perché quando posso non lo uso! Ho anche fatto un po' di fatica ad impastare solo 100g di farina perché è una pallottolina piccola e di solito impasto almeno 300 g di farina!
Era un pomeriggio di calma e non avevo voglia di mettermi a montare la sfogliatrice così mi sono armata di mattarello tanto erano solo 100 g!
Al momento del taglio è venuta una via di mezzo tra tagliatelle e pappardelle ma nessuno si è lamentato...
L'ho condita con un sughetto fresco ai funghi stavolta comprato, ma la mangerei anche in bianco!
La pasta fresca va cotta in abbondante acqua salata per pochi minuti a seconda dello spessore.    


Se se ne fa troppa si può conservare avvolta sempre nel canovaccio in frigo per uno o due giorni.
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.