mercoledì 19 dicembre 2012

Buone feste con panettone



Ciao, eccome risorta, in qualche modo. Sono consapevole che non sono più apparsa su questi schermi e a mala pena ho commentato nei vostri blog che comunque appena riesco leggo; assonnata, con un occhio chiuso ma leggo.

Non è solo la mancanza fisica di tempo a tenermi lontana ma anche la mancanza di contenuti.
Mangio perché mia mamma ormai è una presenza fissa in casa e ci alterniamo con la piccola. Lei cucina ma cose semplici e leggere, vagonate di verdure e anche se quella volta è qualcosa di più elaborato di sicuro non ho tempo per fotografarlo. Oltretutto lei è la campionessa del ‘bho sono andata a caso’ quando le si chiedono le dosi, quindi non avrei molto da dirvi.

Il discorso è che la piccola, promossa da ranocchietta ad elefantino dal momento che a 3  mesi e mezzo pesa già 7200g, ha disturbi di reflusso che le si sono affezionati e non intendono passarle. Ho provato a stare attentissima a cosa mangiavo, quindi pasta e riso in bianco e verdure a gogo. Poi ho integrato ancora, dal momento che non migliorava granché ma comunque pasti leggeri e poco conditi. Capita che si faccia la solita pasta all’uovo o dei ravioli ricotta e spinaci o zucca ma conditi con un filo d’olio e la ricetta ormai la sapete a memoria. Legumi banditi praticamente quasi del tutto perché le creano tantissima aria e si raddoppiamo i pianti.

Niente, ce la teniamo così, che durante il giorno continua a rigurgitare e ad essere giustamente infastidita e agitatissima. Facciamo body building a tenerla in braccio un’ora dopo mangiato ( altrimenti rigurgita all’istante) ma magari dopo che ha dormito un po’ si risveglia e si riparte e guai a metterla sdraiata se è sveglia. Risultato: praticamente quasi sempre in braccio a qualcuno.
La mia adorata fascia, ci è stata d’aiuto all’inizio, quando per portarla in giro si addormentava ma ora non la vuole più perché le posizioni che posso usare adesso per lei le danno fastidio. 
Olivia è passata da cuoca ad amica tenera di compagnia che si diverte a guardarla tutte le volta che ci passa di fianco (manca ancora la foto perché Beatrice non si sa come ma con la macchina fotografica si blocca). Mousse continua a tenerci d'occhio passando da una finestra all'altra e accorrendo subito appena sente un pianto.


Per il momento vi saluto così, facendovi tantissimi augurissimi di Natale e di buona Feste, sperando che tutti le passiate nel migliore dei modi.

Io in questi giorni sono contentissima perché ho ricevuto il panettone di Chiara, che gentilmente mi ha inviato perché non sono proprio riuscita ad incontrarla (spero di rifarmi con la colomba :-) ). Mi dispiace un sacco ma per il momento è così; non saremmo resistiti due ore in macchina tra andata e ritorno con una cucciola che sbraitava nel sedile posteriore (è anche tra i pochi bimbi ai quali non piace l’auto, credo sempre per la posizione).


E’ lì che fa bella mostra di se anche come arredo data la confezione bellissima, ha un profumino invitante e non vedo l’ora di addentarlo.
Ndr. I regali di fianco naturalmente sono già per la piccola altrimenti niente pacchettini per noi…
Mi auguro di iniziare un nuovo anno con un po’ più di tempo e possibilità di fare.
Un saluto con uno scatto rubato mentre sbadiglia.


Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.

venerdì 5 ottobre 2012

Sembra ieri



Un mese, 4680 g. 
Auguri, buona vita ranocchietta!
Ps. il cuscino per l'allattamento si sta prestando come culla e le piace.

Un muggito e un saluto rapidissimo, 
Silvia e Olivia.

mercoledì 12 settembre 2012

Coi bambini ci vuole pazienza


Rieccomi dopo il mese di agosto di pausa. Il titolo del post è quello che ho imparato in questi nove mesi pieni di gravidanza più questa settimana di vita.
Parto dal presupposto che non ero entusiasta che nascesse proprio ad agosto, io che non ho molta simpatia per l'estate. L'idea di avere in quel mese per sempre il compleanno di un figlio mi lasciava un po' lì ed all'inizio speravamo aspettasse qualche giorno in più, almeno se non settembre gli ultimi giorni del mese. Poi man mano che le informazioni crescevano mi prendeva l'ansia di arrivare troppo dopo il termine, quando si moltiplicano i controlli e si avvicina la famosa data del 41+3 in cui scatta il ricovero e la probabile induzione. 
Agosto iniziava ad andare benissimo.
Ma in queste cose non sei proprio tu a scegliere ed ecco che il protagonista di questa avventura sembrava proprio non avere nessuna voglia di lasciare il monolocale in dotazione senza pagare l'affitto.
Nonostante tutti mi dicessero di non muovermi troppo negli ultimi giorni, di non fare questo e non fare quello 'perché può nascere da un momento all'altro', io non sentivo nulla e nei giorni dopo il termine è scattata anche la pulizia della casa selvaggia e le camminate per velocizzare la pratica ma nulla.
Questa attesa è stata estenuante psicologicamente, per me che sognavo un parto naturale ed all'inizio mi ero informata anche sui parti in casa. Mi chiedevo il perché  tardasse se mai ce ne fosse stato uno.
Niente da fare lei si è presa tutto il tempo disponibile fino all'ultimo giorno.
Ma il caso non esiste e nonostante martedì mattina io sia entrata in ospedale per l'ultimo controllo piangendo, a posteriori posso pensare che abbia aspettato tanto per farmi conoscere più personale possibile ed iniziare a parlare con loro. Non solo quella mattina ho trovato una dottoressa che non mi ha ricoverato perché era iniziato il travaglio e se avessi voluto me lo avrebbe fatto fare a casa (le facce delle ostetriche non erano molto d'accordo), ma la sera quando sono tornata ho trovato di turno un'altra dottoressa e un'ostetrica  gentilissime che hanno ascoltato le mie richieste ed assecondate fin dove possibile. 
Mi piace pensare che se le sia scelte lei.
Dopo tutta quest'avventura, in una notte col temporale, MERCOLEDI' 5 SETTEMBRE alle 3.24 si è fatta conoscere al mondo BEATRICE, nata per parto naturale a 41+4 settimane, di 3520 g e ben 53 cm di lunghezza.


Una ranocchietta dai tanti capelli neri e gli occhi chiari, giusto per lasciarci ancora un po' in sospeso e vedere che colore saranno.
Posso dire di essermi trovata bene in ospedale nonostante le mie titubanze e non avrei smesso un secondo di ringraziare il personale che mi ha assistito.
E' stata un'emozione forte anche per avere avuto accanto tutto il tempo mio marito nonostante le previsioni non lasciassero sperare questo. Lo ringrazierò sempre perché c'è stata quella complicità che solo con lui poteva esserci e mi ha dato davvero una grossa mano. Lucida io per chiedere quello di cui avevo bisogno ed attento a mille cose lui per aiutarmi dove appena poteva.
Il rientro a casa è stato splendido, io che avevo nostalgia di Mousse e mi veniva da piangere quando la pensavo a casa a cercarmi, ricoccolarla e vederla attenta e calma nell'accogliere Beatrice, mi ha sciolto.
Oggi è una settimana che la piccola è tra noi, le cose da fare sono tante e i momenti di pausa servono per riposare o fare l'indispensabile in casa ma va tutto benissimo e tutto sommato ce la caviamo benone.
Forse questo post serve più a me che a voi che leggete ma volevo esternare e lasciare traccia, forse anche per lei un domani, di quello che ho vissuto e della gioia che ci ha dato.


Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.

giovedì 2 agosto 2012

Aggiornamenti e saluti

Eccoci arrivati ad Agosto, Luglio non mi ha visto da visto da queste parti, ho continuato a leggere gli altri blog senza neanche troppo commentare ma non sono stata attiva sul mio. 
Il fronte cucina è fermo al minimo indispensabile e per di più possibilmente piatti freddi o da mangiare a temperatura ambiente. Non sono più riuscita ad accendere il forno per utilizzare la mia Pina ma ho continuato a rinfrescarla per conservarla fino a ieri, quando anche lei ha lasciato la sua normale dimora per posti molto più freschi (è stata congelata) e penso che starà lì almeno un due mesetti.


Inoltre ho fatto la mia scorta di preparato per dado pronta per essere conservata.


La calendula che ho raccolto sta macerando per fare l'oleolito.



Però non è stato un mese di vacanza ma un mese per continuare i vari preparativi, caldo consentendo.
Sempre con la lana mi sono fissata e sono riuscita a creare queste scarpine che mi piacciono tanto.


Con le spiegazioni di Francesca in qualche modo ho terminato il primo accapatoino. Non è stato semplicissimo ed ho avuto qualche diverbio con lo sbieco che a me, che prendo in mano seriamente la macchina da cucire da adesso, non è sembrato affatto facile. Non mi arrendo però ed ho già pronta la spugna per il secondo.


E' stato recuperato dalla soffitta il seggiolone in legno di ciliegio che ha fatto mangiare prima il marito e poi il cognato. (in questa foto vediamo Isotta che si presta come modella e prendo l'occasione per presentarvela :-) ) Ho creato un cuscinetto per ammorbidire la seduta così ognuno in casa avrà il proprio cuscino! (so che per ora non c'è niente di impermeabile e me ne pentirò ma poi si vedrà, sono assolutamente intenzionata ad utilizzare questo seggiolone!) 


E' prestissimo per averlo in giro ma mi piace talmente tanto che arreda la sala facendo mostra di se a capotavola.


L'ultima produzione è stata fatta grazie al tutorial di Claudia e a qualche modifica. Ho anche io il mio Mei Tai. Anche qui siamo lontani dalla perfezione ma mi ritengo soddisfatta e spero di riuscire a sfruttarlo al meglio. Il tessuto mi piace un sacco!


Nel frattempo sono arrivati i primi pannolini lavabili a cui ho già fatto i lavaggi per renderli più assorbenti e giacciono tranquilli nel cassetto. In questo caso è stata fondamentale Chiara, disponibilissima nel darmi spiegazioni anche in base alla sua esperienza. Li ho ordinati dal sito Ecolittle dove mi sono trovata benissimo sia per la scelta che per la spedizione.


Insomma ora io adesso vi saluto, perché nonostante io non vada da nessuna parte in vacanza sarò piuttosto impegnata

spero di riuscire a trovare il tempo per aggiornare il blog, magari vi farà sapere qualcosa Olivia, e per riprendere la lettura dei vostri.

Un muggito e un saluto, 
Silvia e Olivia.

venerdì 29 giugno 2012

Torta salata dall'orto

Devo fare outing....
Fino ai diciotto anni, anche diciannove, io praticamente non mangiavo verdure, salvo piselli patate e carote solo lesse. I miei ci hanno provato, anche se con poca inventiva nel cucinarle; asilo ed elementari sono stati un dramma per la mensa ma non c'è stato verso. Il gusto non mi piaceva e le volte che le assaggiavo stavo male.
Venne un giorno, complice anche un cambiamento che stava avvenendo, in cui piano piano mi sono avvicinata alle verdure più semplici, quelle che mi ispiravano più simpatia, naturalmente cotte. 
Stava nascendo anche l'interesse per la cucina e leggere ricette, sapere che potevano esserci varie preparazioni per lo stesso ortaggio e che poteva essere camuffato un po', mi ha portato ad assaggiarne sempre di più scoprendo che potevano piacermi.
Ancora oggi non posso dire di mangiare di tutto e prevalentemente devono essere cotte ma ho raggiunto un ampia gamma di verdure che gusto nella mia attuale dieta oltretutto vegetariana :-)
Avere un'orto mi ha permesso di scegliere cosa piantare ed in effetti è diviso tra le verdure per me, quelle in comune e quelle per il marito.
Tra quelle chieste da me, per il secondo anno ci sono i cornetti. Li cuocio a vapore e io li mangerei così, con le mani-uno tira l'altro- senza neanche condirli. Freschi e teneri.


Il marito un po' meno. Dal momento che mi spiace mangiarli solo io e oltretutto sono tanti ho pensato a cosa poter fare per avere un piatto che piacesse ad entrambi.
Mi è venuta in aiuto un'altra produzione abbondante che abbiamo in questo periodo e che piace a tutti e due ma sempre più a me: le zucchine.


La scelta è stata una torta salata con il sostegno delle carote anche se quelle sono state acquistate.
L'idea non è una novità ma a noi è piaciuta e volevo darvi uno spunto se non ci avevate ancora pensato. Come al solito non ho pesato gli ingredienti ma ve li do ad occhio, in ogni modo le proporzioni di una verdura sull'altra possono cambiare in base al gusto o alla necessità della dispensa.

Ingredienti:
  • cornetti, la quantità che si vede in foto;
  • 5 o 6 zucchine medie come quelle della foto (quelle erano quelle raccolte la mattina ma non le ho usate tutte);
  • 5 carote medie;
  • 500g di ricotta;
  • mezza cipolla;
  • un pezzettino di gorgonzola;
  • grana;
  • olio evo, sale e pepe;
  • dado vegetale;
  • un rotolo di pasta sfoglia o brisé (sta volta l'ho preso già pronto ma controllate gli ingredienti in modo che non ci siano grassi idrogenati);


Cuocere a vapore le carote e i cornetti. Nel frattempo stufare la mezza cipolla con un filo d'olio e dell'acqua e aggiungere le zucchine. Insaporire con il dado vegetale in base alle dosi del vostro dado e cuocerle al dente per poi lasciarle raffreddare un po'. In un recipiente capiente condire la ricotta con sale e pepe e mescolare per renderla cremosa. Aggiungere il pezzo di gorgonzola tagliato a dadini (non ho messo la dose perché ne ho messo talmente poco che si può anche togliere) e amalgamarlo alla ricotta. 
Aggiungere le verdure tagliando a dadini le carote e a pezzetti i cornetti e mescolare bene. La verdura deve quasi prevalere sulla ricotta.
Stendere la sfoglia o la brisé in una teglia calcolando che il bordo deve essere di almeno 2 cm, il ripieno viene bello alto. In questa foto ho usato la brisè ma noi preferiamo di gran lunga la sfoglia. Bucherellare il fondo e versare il ripieno; spolverare di grana grattugiato e  d infornare a 200°C per almeno 40 minuti, ad ogni modo in base al forno controllare che sia ben cotto proprio perché il ripieno è abbondante e si rischia che il fondo sia crudo.
Sfornare e gustare tiepida se non a temperatura ambiente.


In questi giorni di caldo solo l'idea di accendere il forno mi fa sudare ma il trucchetto c'è: o la si cuoce la sera dopo mangiato, quando non serve più la cucina, per il giorno dopo (tanto con la tariffa bioraria prima delle 19 non si accende nulla comunque); o si ha la possibilità di mangiare in balcone o all'esterno, sigillando la cucina per non fare andare il caldo nelle altre stanze.
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.





lunedì 25 giugno 2012

Sorprese e soddisfazioni

Come prima cosa vorrei ringraziare tanto Felicia per aver pensato a me tra le persone a cui donare questo premio. 

Non mi aspetto premi da nessuno per quanto riguarda questo spaziettino disordinato e non troppo costante che è il mio blog quindi mi ha reso molto felice e anche Olivia gongolava non male. 
Nonostante mi abbia fatto un immenso piacere riceverlo e immagino che possa essere lo stesso per altri, ho deciso di non girare il premio ad altri blog per due motivi: il primo è che questo premio serve per fare conoscere blog più giovani con meno di 200 followers e la maggior parte dei blog che seguo sono già conosciutissimi; il secondo è che scegliere significa sempre escludere qualcuno ed è sempre difficile.
Per queste ragioni, almeno sta volta, ringrazio ma passo.

Per quanto riguarda la seconda parte delle soddisfazioni vi mostro quello che ho finalmente terminato: un cuscino per l'allattamento!
                                   
                                      

L'ho scoperto e me ne sono innamorata; non soltanto per l'oggetto in se che ho pensato subito che possa essere comodo e versatile, ma anche per l'idea di farlo.
Ho preso ispirazione e tutta la spiegazione dal sito di Mamma canguro dove viene spiegato tutto quello che serve per il procedimento ed è stato proprio affidabile. Guardandomi in giro ho scoperto che l'imbottitura poteva essere o naturale in pula di farro o sintetica con microsfere di polistirene. Quelli che vendono nei negozi hanno un cuscino interno.
La scelta non è stata difficile ed è ricaduta sulla pula di farro che ho ordinato dal sito di EcoArtigianato: le recensioni mi sembravano buone ed è stato quello dove ho trovato maggior risparmio; ne ho ordinati 6kg e 2 abbondanti mi sono avanzati, so già dove destinarli. Tra l'altro da loro si possono ordinare delle cosine già pronte molto utili e carine se non si ha voglia o tempo di farle.
Nonostante il poco incoraggiamento della mamma da cui dovevo andare a cucire, questo progetto è stato terminato come lo volevo ed è pronto per essere abbracciato (quando l'ho fatto vedere alla suocera se l'è tenuto tutto il tempo sulle gambe dicendo che dava una bella sensazione; ho più incoraggiamento da lei che da mia mamma ma no comment).

Nel frattempo già da un bel po' ho ricevuto questa splendida fascia portabebé in jersey confezionata da Francesca di EquAzioni


Tutte le volte che la prendo in mano mi emoziona ma non ho ancora avuto il coraggio di provare a legarmela per paura di scoprire che non sia così semplice come sembra e scoraggiarmi ad usarla quando sarà il momento. A breve mi butto promesso.
Sempre dal suo sito ho preso l'idea e le istruzioni per gli accappatoini ma sto avendo qualche discussione con lo sbieco e la macchina da cucire; al primo devo far capire bene chi comanda, con la seconda mi sa che lascio perdere e trovo un'altra soluzione.

In questi giorni ho anche raccolto la lavanda dalle piantine in giardino e sta seccando per poi destinarla in semplici sacchettini profumati per armadi e cassetti; adoro il suo profumo!




Tentando di non sciogliermi con il caldo di questo periodo, un saluto e un muggito,
Silvia e Olivia. 


lunedì 4 giugno 2012

Tempo per fare

Come al solito è passato tanto tempo dall'ultimo post. Il primo pensiero va tutto all'Emilia-Romagna per quello che sta passando. Ogni parola mi sembrava sprecata e ovvia da scrivere ed ho preferito il silenzio. A distanza di due settimane la situazione non migliora e non posso  neanche immaginare il disagio che stanno vivendo. Un abbraccio a loro.
Io ci sono ancora ma con ritmi diversi. Per fortuna mi sto prendendo tempo per me, per riguardarmi, non affaticarmi e vivere al meglio questo periodo. Nonostante i miei spostamenti siano ridotti al necessario sono riuscita ad essere coinvolta in un incidente dove l'unica a rimetterci è stata la macchina e a parte il disagio che comporta e i problemi da risolvere successivamente non mi posso proprio lamentare!
Nel tempo trascorso a casa la cucina è stata lasciata nelle mani di Olivia per fare piatti semplici e anche se gustosi non si diletta molto nella presentazione, riducendo anche la preparazione di dolci. Non la si può contraddire troppo...




Di solito si sfrutta il rinfresco della pasta madre facendo dei panini dolci per la colazione o il dopo-pasto del marito e del collega al lavoro.
La copertina che stavo provando a fare ad uncinetto prosegue ma ne manca ancora un po'. 
Le mie giornate passano in compagnia di Mousse che migliora nel saltare addosso, ci fa preoccupare mangiando poco (ma non stando ferma un attimo deduciamo che stia bene comunque) e facendo qualche capriccio ultimamente per venire in giardino di notte tanto che ormai me la trovo ad aspettarmi fuori dalla finestra quando apro le ante la mattina.
Il carattere non le manca!



L'ammirazione per i lavori fatti a mano ce l'ho sempre avuta e la soddisfazione di fare qualcosa da me anche se non è perfetta è tanta. Non sempre è detto che ci sia un reale risparmio ma la sicurezza del materiale, l'unicità del prodotto e il valore in affetto che prende valgono anche l'impegno e qualche soldo speso. 
E' così che Rudy è finito su un lenzuolino e mi sono cimentata con decori su tessuto usando uno stancil, della pittura per tessuti e un tampone.



Al grido di 'paint my life' mi sono lanciata e per essere la prima volta poteva andare peggio!
Ci sono avviati altri progettini che spero escano come dovrebbero e appena li finisco ci saranno aggiornamenti. Vanno un po' a rilento perché per cucire devo andare in trasferta da mia mamma ma può essere che arrivi in prestito la macchina da cucire della suocera.
In tal caso ci sarà comunque da ridere perché normalmente so fare il minimo indispensabile con quella che ho avuto sempre sotto gli occhi figuriamoci con una diversa!!!
Per il momento un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.



martedì 15 maggio 2012

Work in progress


Mi sto perdendo con l'uncinetto. So fare i punti base, nonostante un'amica mi abbia regalato un libro guida con tantissimi punti non mi sono mai lanciata. Come non mi sono mai lanciata in creazioni particolari che richiedono curve, aggiunte, diminuzioni; sto sul semplice. Vorrei tanto imparare a fare altro perché mi piace e la soddisfazione è tanta. In internet ho visto tanti modelli bellissimi e chissà che prima o poi non ci riesca anche io...
Intanto la mia testardaggine mi impone di portare a termine quella che dovrebbe essere una coperta, e da qui si capisce che me ne manca ancora molta in lunghezza...
Ci sono imprecisioni e non so come potrà essere una volta terminata ma non importa perché l'avrò fatta io con impegno e tanti pensieri positivi, un abbraccio che scalda nonostante le imperfezioni. 
Insomma, salvo qualche eccezione Olivia si riposa e ci si dedica ad altro.

Inoltre vi voglio presentare Rudy, un coniglio che mi è stato simpatico da subito che riporta una frase perfetta come augurio e da ricordare spesso.


Molto probabilmente Rudy e la coperta passeranno molto tempo insieme entrambi impegnati a dare affetto.
Io nel frattempo vedo di terminarla e di imparare a fare altro.
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.


lunedì 7 maggio 2012

Coppa di chufa con fragole


Ieri è stato il compleanno del suocero e urgeva trovare un dolcetto adatto, versatile tra la merenda e il fine pasto (non avendo idea del momento in cui l'avremmo mangiato), non troppo impegnativo ma soprattutto per diabetici. Ora magari non ci sono riuscita secondo le linee guida e i valori nutrizionali e qualcuno farà un salto sulla sedia leggendomi (sempre che qualcuno mi legga, non ho questa presunzione) però ho tentato di stare il più leggera possibile con pochi ingredienti semplici e meno dannosi. Poi parlandoci chiaro, il festeggiato non è che si tenga così in riga e se avessi fatto un altro dolce qualsiasi l'avrebbe mangiato lo stesso, solo non volevo peggiorare la situazione.
Ho preso l'ispirazione da una delizia di Felicia, pubblicata anche su Cucina Naturale usando un frutto e cambiando il latte vegetale di partenza.
E qui veniamo alla Chufa. Normalmente non utilizzo prodotti particolari o ricercati e fino ad ora non citavo neanche le marche dei prodotti che usavo se non dove ne sentissi la necessità. Non inizio ora a fare pubblicità semplicemente l'ho provata e l'ho trovata adatta per preparare questo dolcetto.
Si tratta della nuova bevanda vegetale dell'isola bio, provata ed acquistata in fiera ad Officinalia nel castello di Belgioioso la settimana scorsa.
La chufa è un tubero ipogeo che si trova sulle radici di una pianta diffusa in Valencia. La bevanda che se ne ricava ha un gusto, a mio parere, che ricorda molto la mandorla insieme alla nocciola e alla soia. E' dolcificata con succo d'agave e rimane già di per sé dolce. 
Da qui ho pensato che usandola come latte vegetale di base per una crema non ci sarebbe stato il bisogno di aggiungere altro zucchero!
Le fragole erano già accettabili come gusto per fortuna quindi le ho tagliate a pezzettini e condite con mezzo limone e una punta di cucchiaino di zucchero di canna (per mia sicurezza, per non fare sentire troppo il limone) lasciandole riposare per mezza giornata.

Ingredienti:
  •  500 ml di bevanda vegetale a base di Chufa;
  • 50 g di farina di riso;
  • 1 cucchiaino di agar agar;
  • neanche mezzo cucchiaio di sciroppo d'acero (per sicurezza, non volevo che aggiungendo la farina di riso mascherasse il dolce della Chufa);
  • 250g di fragole;
  • mezzo limone; 
  • mezzo cucchiaino di zucchero di canna;
Lavare e pulire le fragole tagliandole e pezzettini, tenendone da parte quattro per la decorazione, metterle in una ciotola con il succo di limone e lo zucchero e lasciare in frigo per mezza giornata.
In un pentolino versare la chufa e scioglierci l'agar agar, poi la farina di riso; mescolare per non formare grumi e far cuocere a fuoco lento per una decina di minuti, finché si addensa. Lasciare raffreddare e poi mettere in frigo per almeno un'oretta.
Arrivato il momento di comporre le coppette montare la crema con le fruste. disporre sul fondo un po' di fragole, poi la crema, ancora fragole e infine crema. Giusto per decorare ci ho messo una fragola in cima con una grattatina di cioccolato fondente. Io ho litigato con la sac à poche e la crema l'ho messa col cucchiaio ma volendo potete metterla un po' meglio. 
Lasciare in frigo fino a dieci minuti prima di servire. Non aspettatevi il sapore di crema pasticcera, sa di Chufa ma era buona ed è piaciuta anche a due persone che non l'avevano mai provata e non sapevano cos'era. 
Il festeggiato ha mangiato la sua coppetta e abbiamo avuto un fine pasto leggero.
Le dosi sono per quattro coppette piene come quelle della foto.


Naturalmente per complicarmi la vita le coppette erano da trasportare e mi sono fatta venti minuti di macchina con una teglia in mano pregando per loro: hanno retto bene.
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.



venerdì 6 aprile 2012

Buona Pasqua

BUONA PASQUA!




P.S. lui è Ligio, fiorito e interrato un anno dopo.
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.

giovedì 29 marzo 2012

Spezzatino di soia


Finalmente un secondo.
Dei sostituti vegetali alla carne quello che proprio mi soddisfa è il seitan; anche quello comprato sinceramente e non mi sono ancora messa a sperimentare l'autoproduzione. Per variare e per curiosità ogni tanto usiamo anche i bocconcini di soia. A dire la verità di entrambi non ne mangiamo spesso, anzi, come è giusto che sia, preferendo assumere legumi come fonte di proteine ma quella volta ogni tanto ripropongo piatti tipicamente carnivori in veste vegetale. Il marito li mangerebbe entrambi, definendosi appunto onnivoro, a me di quei piatti il più delle volte non piaceva la carne ma il contesto: dello spezzatino la cremina con le patate e i piselli, della pizzaiola il sugo, del brasato le verdure e via dicendo quindi se ci metto qualcosa che non sia animale che pur mi piace lasciando invariato il procedimento mi ritengo soddisfatta.
L'altro giorno mi è venuto il pallino dello spezzatino ed essendo a casa la mattina, dovendo preparare la cena che poi si potesse riscaldare ed averla pronta subito, ho trovata perfetta la soluzione.
Cena assicurata con apporto proteico garantito (sono curiosa di ritirare gli esami per l'emocromo e vedere i livelli di ferro, incrociamo le dita).

Ingredienti:
  • 8 bocconcini di soia;
  • 200 g di piselli in scatola (versione veloce);
  • 3 patate medio-piccole;
  • 3 carote;
  • cipolla;
  • olio evo;
  • vino bianco;
  • brodo vegetale;
  • tamari;
Iniziare facendo bollire i bocconcini di soia nel brodo vegetale per 20 minuti. Una volta pronte strizzarle e tenderle da parte.
Nel frattempo affettare la cipolla e farla appassire in un filo di olio evo. Pulire e tagliare a dadini le carote e le patate; io di queste parte l'ho tagliata a dadini piccoli e parte in cubetti più grandi, perché in cottura quelli piccoli tendono a sfaldarsi rendendo tutto più cremoso. Buttarle in pentola e sfumare con un po' di vino bianco, circa mezzo bicchiere.
Lasciare cuocere con il coperchio eventualmente aggiungere un po' di brodo se tende ad asciugare. Quando saranno ad un buon punto di cottura aggiungere i piselli in scatola e i bocconcini dopo averli sfilacciati con le mani per avere dei pezzettini. Aggiungere il tamari; la quantità va a gusti, io non ho salato ulteriormente, il sale era nel brodo ma non ne è andato tanto quindi mi sono regolata con il tamari.
Lasciare cuocere ancora circa 10 minuti senza il coperchio in modo che i piselli si ammorbidiscano e la soia prenda sapore.
Servire caldo.
Io erano anni che non mangiavo spezzatino in nessuna versione ma questo è piaciuto entrambi. Le carote in teoria non dovrebbero esserci nella versione originale, o per lo meno in quello che mangiavo da piccola ma stavolta avevo semplicemente voglia di metterle.

Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.




martedì 27 marzo 2012

E per Mousse sono 5


La pelosa cresce ed è arrivata a 5 mesi. Le diventano i peli bianchi perché sta continuando a cambiare il pelo (il pelo del pastore bergamasco è da considerarsi definitivo verso i 3 anni) e continua ad appiccicarlo a qualsiasi vestito io metta. Le crescono i baffetti e aumenta sulle guanciotte che io le tiro tutte le volte.
Si è fortificata la voce anche se a livello di decibel era bella potente anche prima, meno male che la usa poco!
Impazzisce per l'erba e la terra dove inizia a correre e a rotolarsi come una matta facendo agility tra gli ostacoli del giardino ma centrando in pieno l'orto.
C'è solo qualche dubbio sul nome: ho scelto Mousse sperando che poi si rispecchiasse. E' dolce e morbida ma avrebbe dovuto essere anche delicata mentre ha la pesantezza di un carro armato ed è sotto carica come se si scolasse Red Bull a tutto spiano. Ha quelle unghiette affilate che la maggior parte delle volte che ti salta addosso si conficcano da qualche parte; per non parlare dei denti... Nonostante non combini guai (tranne quelli da mettere in conto se hai un cane che non sia un Chiwawa!) è perennemente sotto minaccia di Valium  o Tavor (non ci sarebbe prodotto naturale efficace per calmarla) come se psicologicamente la potesse calmare.
Però ti fa divertire un mondo ed è di un espressività disarmante.
Non le è ancora passata la fifa per alcune situazioni apparentemente innocue ed è ancora diffidente verso la maggior parte degli sconosciuti, anche se appena li vede abbaia, poi indietreggia.
Io l'ho già detto la guardia la fa: se la si sente piangere ci sono i ladri! La foto sotto ne è un esempio, si stava riparando tra le mie gambe perché il consorte la spaventava...


Abbastanza obbediente, sta imparando dal marito poiché lui è stato identificato come capobranco mentre io come compagna di giochi (sarà forse che la coccolavo solo appena arrivata??anche adesso però quello più severo è lui, io non so resistere e tendo a darle retta); la cosa mi starebbe anche bene se solo non mi scambiasse per un osso continuando a volermi mordicchiare e saltarmi addosso.
Spero solo si calmi crescendo e con l'arrivo dell'altro cucciolo altrimenti non saprei come fare. Una mia amica mi ha detto che loro lo sentono e diventano più delicati, speriamo.
Nel frattempo la strapazzo di coccole facendole anche gli auguri per i 5 mesi.
Un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia. 

lunedì 19 marzo 2012

19 Marzo



La torta di banane con nocciole e cioccolato di Fragole a merenda perché ogni volta cambio ricetta e assaggia qualcosa di diverso. Ormai conosco i gusti e difficilmente non gradisce.




Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.

venerdì 16 marzo 2012

Pagnotta di semola e orzo

Mi sto disintossicando. Dalle crescentine intendo. Settimana scorsa mi è venuta voglia di fare un pane vero e proprio. Volevo provare a fare qualcosa tipo pugliese. Ah ah, che grande illusione, non ci assomiglia per niente ma è uscito un miscuglio che ci è piaciuto in tutto. E' morbido e rimane morbido, ha un sapore delicato ed si adatta a diverse situazioni.
Il consorte mi ha detto che era proprio buono e ci siamo divisi l'ultima fetta alla "lilli e il vagabondo".
Dato che era una specie di esperimento della serie 'io mischio e vediamo cosa esce' ho tentato la sorte un'altra volta questa settimana per capire se si poteva trattare di ricetta ed ha avuto di nuovo i nostri consensi. 




La pagnotta è stata battezzata a colazione: e l'ha fatta anche lui che di solito non la fa mai, entrando in cucina contento di avere la fetta di pane fresco, il cosa ha spalmato lasciamolo perdere, banale...Io invece ho dato un letto più morbido alla mia solita marmellata di arance!


INGREDIENTI:

  • 150 g di farina 0;
  • 100 g di semola di grano duro;
  • 50 g di farina integrale d'orzo;
  • 50g di pasta madre rinfrescata;
  • un cucchiaino di malto (io di riso ma vedete in base ai gusti);
  • un cucchiaio abbondante di olio;
  • un cucchiaino di sale;
  • acqua q.b. per un impasto morbido ma non appiccicoso;
Sciogliere la pasta madre, rinfrescata la sera prima, in un po' d'acqua con il cucchiaino di malto e lasciare riposare quasi mezz'ora; nel frattempo preparare le farine, miscelarle bene e aggiungere il sale e l'olio. A questo punto unire la pasta madre e l'acqua necessaria. Perdonatemi ma qui entrambe le volte sono andata ad occhio aggiungendone poca alla volta, l'impasto deve essere morbido, elastico ma non appiccicare.
Lavorare per bene e a lungo e lasciarlo riposare al riparo (ciotola,straccio asciutto e straccio bagnato nel forno spento) per almeno due ore.
Riprendere la pallina e rilavorarla sbattendola sul piano e impastandola ancora per un dieci minuti un quarto d'ora poi rimetterla a riposare e dimenticarla. Io per esigenza l'ho fatta riposare ancora 10 ore e mezza, purtroppo non ho potuto riprenderla prima o lavorarla più tardi la prima volta quindi non saprei come possa venire con meno lievitazione.
A questo punto riprendere l'impasto, stenderlo piegare prima in tre come fosse una lettera, poi girarlo con il lato lungo in verticale e ripetere la piegatura in tre. Adagiarlo con la parte piegata verso il basso e lasciare lievitare ancora un ora incidendo la superficie con un coltello affilato. Dare la forma desiderata, eventualmente reincidere la superficie ed infornare in forno caldo a 200°C per almeno 20 minuti.
Lasciare raffreddare su una griglia e affettare a piacimento.






Mi rendo conto che i tempi di lievitazione sono un po' lunghi ma questo dipende anche dai miei orari di lavoro e non riuscirei a ridurli ma non escludo che esca lo stesso senza le 10 ore di lievitazione, solo io non lo saprò mai... :-)


Un muggito e un saluto, buona inizio di primavera,
Silvia e Olivia.











mercoledì 29 febbraio 2012

Rivincita di compleanno: i macaron

Quest'anno per il compleanno del marito non ho preparato granchè.
Lui mi diceva 'fa niente, riposati' un po' perché vorrebbe diminuire i dolci (non mangia solo quello che preparo io) un po' perché comunque anche se mi avesse chiesto qualcosa in particolare poi ci sarebbe stato il tradizionale tiramisù di sua mamma. Lo preparassi io gli piacerebbe e lo mangerebbe anche volentieri ma quello che fa la per me suocera ha un non so che di diverso che almeno al suo compleanno lo deve mangiare.
Non è che si tratti di ingredienti segreti o trucchi del mestiere è più un mistero che non mi prendo nemmeno la briga si svelare.
Sarebbe filato tutto liscio se non fosse stato che proprio il giorno prima dovevo assumere un rimedio che mi avrebbe proibito, tra altre cose, il caffe!!!
Il gentile consorte non ha avuto neanche lontanamente il pensiero di rimandare l'evento la domenica dopo, anche perché avrebbe dovuto dividere con una golosa in meno e tra l'altro ha detto, testuali parole: "se vuoi domenica prossima lo rifà": queste si che sono propositi fermi per diminuire i dolci!
Senza scomodare ulteriormente la suocera io mi sono portata la merenda da casa! Naturalmente ho poi condiviso con tutti ma almeno non rimanevo a bocca asciutta...
Un po' per non diventare matta, un po' perché non so come ma preparare l'impasto mi rilassa un sacco, mi sono rifatta i miei classici bignè alla crema usando la vaniglia al posto del limone. Come piccolo inconveniente mi sono ritrovata con gli albumi avanzati dalla crema da utilizzare ed ecco che veniamo al dunque (si, come introduzione è un po' lunghetta): i macaron.




Mi hanno sempre attratto quando mi è capitato di vederli su libri o blog. Normalmente mi piace la meringa quindi per associazione molto probabilmente mi sarebbero anche piaciuti. Non ho mai avuto la fortuna di mangiare gli originali, neanche quelli tarocchi in realtà. Ho provato a farli una volta con un pessimo risultato. Insomma erano un conto in sospeso.
Quando mi è capitato di vedere che c'era qualcun altro, tra l'altro le cui preparazioni sono molto belle, che aveva qualche problemuccio con questi dolcetti mi sono rassicurata e mi sono segnata la ricetta che consigliava di seguire per un'ottima riuscita.
Gli albumi in avanzo erano perfetti, anche perché poi non so come ma erano lo stesso identico peso.
Ho tentato di fare tutto quello che ha fatto lei tranne mettere quel 1,5 g di albume in polvere che non avrei saputo dove scovare.
Magari è stato proprio quel minimo ingrediente a far sì che il famoso collarino in cottura fosse bello alto ed evidente e poi appena tolti dal forno si siano un po' seduti.




Come primo esperimento mi ritengo comunque soddisfatta, poi sapendo come vanno le cose, se dovessi rifarli o non mi escono proprio perché questa è stata una botta di culo pur non essendo perfetti, o magari migliorano (è più probabile la prima ipotesi).
Non avevo in giro nulla per un ripieno adeguato ma ho scoperto che con uno strato di miele d'acacia o con un velo di sciroppo alla lavanda mi gustano un sacco! con buona pace dei miei picchi glicemici...
Una piccola rivincita.
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.

lunedì 27 febbraio 2012

Sono entrata nel tunnel...crescentine al rosmarino

Chi utilizza la pasta madre sa che ogni settimana bisogna rinfescarla. L'operazione in se non è impegnativa, ci si mette pochissimo e poi lievita da sola per una notte; il fatto è che poi mi dispiace buttare la parte del rinfresco e ogni settimana devo trovare qualcosa che si adatti a miei tempi da poter fare. Mi è venuta in soccorso sempre Felicia con questa ricettina che mi ha risolto due problemi contemporaneamente.


Piccolo sfogo: che brutto avere fame! Nel senso che mi ero abituata in modo che si, mangiavo ma non avevo bisogno di molto.Il pranzo, che per forza di cose assumo al lavoro, era prevalentemente costituito da dosi di frutta e tiravo tranquillamente le quattro o le cinque quando, non sempre facevo merenda. D'obbligo la colazione e qualcosa di cena.
Ora mi ritrovo ad orari impensati, neanche troppo lontano da quando ho mangiato, ad avere una fame tremenda, e non la riesco ad ignorare altrimenti sto proprio male...naturalmente anche ai pasti non mi basta più ciò che mangiavo prima.
Non ero per niente abituata ecco e l'inquilino si fa sentire.
Così c'è stata la necessità di muovermi armata di scorte di cibo portatili e sgranocchiabili comodamente.






Queste crescentine sono state una tra le mie salvezze.
Ormai ho incastrato la preparazione alla perfezione e non mi pesa neanche farle; ci durano tranquillamente tre giorni e sono anche buonissime.
La prima volta, sbadata non avevo messo il rosmarino che cambia decisamente il sapore anche se andavano bene lo stesso; dalla volta successiva sto potando le miei piantine per averlo pronto (meno male che quello ce l'ho in abbondanza).
Dato che se non ci fosse un inghippo ogni volta che faccio qualcosa non sarei io, l'ultima volta non avevo a disposizione lo yogurt e l'ho sostituito con del latte, un po' meno morbide ma uscite lo stesso.
Per non appesantirle, è pur sempre pane, prima di infornarle le spennello con più acqua che olio: perdono in crosticina ma vincono i sensi di colpa quando ne mangi un po' di più perché creano dipendenza.
Ultima cosa che magari per voi è ovvia ma per me mica tanto: quando le devo stendere divido l'impasto in due e le stendo direttamente sulla carta da forno che, le taglio e con un rapido movimento le sistemo su due placche da forno. Dato che devono riposare un'ora e l'impasto è elastico se separeranno da sole e saranno subito pronte.
Lo dico perché, sarò masochista ma la prima volta le ho spostate una per una e oltre ad averci messo una vita avevano anche un aspetto orrendo!
Per il resto la ricetta è proprio uguale alla sua quindi non la ripeto che la trovate qui.
Buon sgranocchiamento, un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.

giovedì 23 febbraio 2012

Fiocco crostata con marmellata di pere per un'amica

...o quel che ne resta...




Per questo post bisognerà usare un po' d'immaginazione per il fiocco.
Avrete capito che questo blog è un po' lento, causa impegni, cibi semplici o ripetitivi o foto peggiori di quelle che pubblico (anche questo a causa di impegni e perenne mancanza di luce per fotografare in modo decente ad un orario decente).
Ci sono cose che anche nella vita quotidiana vengono rimandate e con pazienza si attende il momento migliore perché accadano.
E' il caso dell'incontro con una mia amica che non abita proprio dietro l'angolo e dal matrimonio non ero riuscita a portarla a casa. Non che siano mancati i tentativi e gli inviti.
Nel frattempo le cose cambiavano e si aggiungevano cose da vedere e conoscere, c'erano i continui aggiornamenti con facebook e mail ma urgeva un incontro. Doveva conoscere di persona la nuova cucciola (che ha quasi quattro mesi e tanto cucciola non è più) e non solo.
Mi sarebbe piaciuto che venisse in primavera per farle vedere tutto fiorito e coltivato ma dato che la disponibilità di entrambe c'è stata poche settimane fa meglio approfittarne ed eventualmente ripetere l'evento.
Ci siamo viste di pomeriggio, al mio ritorno dal lavoro, un 'orario perfetto per una tortina con un eventuale the.
Ho optato per una crostata, non impegnativa, di solito piace a molti ed è anche maneggevole per la forma. La base l'ho già provata molte volte ed la trovo buonissima, ha una consistenza diversa dalle solite frolle ed un aromatico da svenimento, secondo me sa di caramello. La marmellata di pere l'ho scelta perché pensavo ci stesse bene come unione e non mi sbagliavo, non l'appesantivo e ce l'avevo già pronta; requisito non da sottovalutare dato che questa crostata l'ho preparata nei ritagli di tempo in cui preparavo i tortini di porri della ricetta precedente e l'ho cotta mentre li mangiavo per poi crollare morta sul divano.
Veniamo agli ingredienti per la frolla:
  • 120 g di farina;
  • 120 g di fecola o maizena;
  • 150 g di burro;
  • 100 g (o un po' meno) di zucchero di canna scuro (io uso sempre lo stesso equosolidale Coop per essere chiari e secondo me è questo a fare tutto);
  • scorza di limone (non sempre la metto);


  • marmellata di pere*;
Mescolare il burro allo zucchero fino a renderlo ben cremoso, a questo punto aggiungere la scorza di limone se si vuole. Setacciare fecola e farina in una ciotola e versarci al centro il composto di burro. Amalgamare il tempo necessario perché il composto stia assieme senza esagerare, fare una palla che si ricopre con pellicola (possibilmente senza pvc data l'alta quantità di burro) e si lascia in frigo a riposare per circa un ora. Passato il tempo di riposo, vostro e della frolla, stendere, di solito in forma circolare in una tortiera imburrata e cuocere per 10-15 minuti, mettendo un foglio di carta da forno con sopra dei pesi (vanno bene anche fagioli secchi), in forno caldo a 180°C.
Estrarre, togliere i pesi versare la marmellata e ricuocere per altri 15 minuti circa, controllate con il vostro forno che non secchi troppo il bordo.

* La marmellata di pere è stata fatta quest'estate dal consorte che di solito viene colto da attacchi di 'marmellatite' nei periodi di maggiore produzione di frutta. Questa di pere è stata fatta con delle pere coscia (semi sconosciute) e mi piace tantissimo perché si sente il sapore di pera senza essere una marmellata troppo dolce. Unico "inconveniete": il consorte è 'fruttapec addictive' anche se per fortuna usa la versione 3:1 usando anche lo zucchero bianco. 

Cosa ne è uscito? Un fiocco con alcuni bordi un po' ceduti ma riconoscibilissimo e dal colore giallo. Dovrete credermi dato che pensavo di avere 5 minuti per fotografarlo prima che arrivasse l'amica e invece c'è mancato poco che arrivasse prima di me. Non mi piaceva tanto rubarle la torta per delle foto mentre stavamo parlando...così le foto sono di quello che è rimasto...



E' piaciuta tantissimo anche a lei, tanto che ha voluto la ricetta, come le è piaciuta la novità che ci ha spinto masochisticamente a modellare un fiocco di frolla senza avere uno stampo! Si perché se non ci saremmo viste ancora per un po', viste le nostre tempistiche, non avrebbe avuto solo una cucciola pelosa da conoscere...
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.


mercoledì 22 febbraio 2012

Tortino di porri con salsa al gorgonzola

Mi è bastato leggere il titolo per sapere che l'avrei dovuto assaggiare.
Mi ha colpito subito l'immagine quando ho visto la ricetta sul sito di Cucina Naturale ed ho pensato che i gusti mi piacevano tutti. Insomma un'ottima variante per qualche cena (anche se a giudicare dagli ingredienti sarebbe meglio mangiarli a mezzogiorno ma qualche volta ci può stare date le esigenze).
Ottimo per raccogliere ed usare gli ultimi porri che mi aspettavano nell'orto.
La realizzazione è semplicissima ma naturalmente richiede un po' di tempo tra le cotture, in cui si può comunque fare altro. Ecco magari non è un piatto dell'ultimo minuto ma facile facile quando si ha un po' più di tempo.
Se poi non raccogliete i porri dall'orto e li dovete pure pulire da zero, di sicuro ci metterete di meno (i pro e i contro di fare la spesa a km 0).






Ingredienti:

  • 4 porri;
  • 8 foglie di salvia;
  • 125g di ricotta;
  • 200 ml di latte;
  • 2 cucchiai di parmigiano;
  • 2 uova;
  • sale;
  • olio;
per la crema al gorgonzola:

  • 1 una patata;
  • 75 g di gorgonzola;
  • 100 ml latte;
Affettare sottilmente i porri e farli stufare per 20 minuti in un pentolino con 3 cucchiai di olio, le foglie di salvia, un pizzico di sale ed eventualmente un goccio d'acqua se asciugano troppo.
Una volta pronti e intiepiditi frullarli aggiungendo la ricotta, le uova sbattute con il latte, il parmigiano e il sale.
Trasferire il composto negli stampini (a me ne sono usciti 6 precisi ed ho usato una teglietta in silicone per muffin) e trasferire in forno caldo a 180°C per 35 minuti cuocendo a bagnomaria (la teglietta per muffin messa in una teglia più grande in cui c'è dell'acqua che copre fino a metà gli stampini, nel caso fosse utile saperlo).
Il mio forno ormai lo conosco e i 35 minuti si dilungano un po'; ad ogni modo li ho tolti quando ho visto che si erano gonfiati per bene ed avevano preso un bel colorito tendente al marroncino. Inevitabilmente tolti dal forno si siederanno tornando piccini...
Nel frattempo che i tortini cuociono tranquilli bollire la patata e da calda frullarla insieme al latte e al gorgonzola.
Quando li ho fatti io avendo dovuto prolungare la cottura la salsina si è freddata a temperatura ambiente mentre secondo me ci sta meglio calda o tiepidina.
Sfornare i tortini e ricoprirli di salsina e gustarli!
Nonostante i porri come ingrediente principe (si sentono decisamente) secondo me non è un proprio un piattino light ma non lo si mangia tutti i giorni comunque.




A noi è decisamente piaciuto!
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.
P.s. vegetariano si ma non vegano come ricetta originale, indubbiamente veganizzabile, cambiando un po' il gusto, dalle conoscenze e fantasie di chi vegano lo è.