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lunedì 31 ottobre 2011

Buon Samhain!


Qui si intagliano mele, per la precisione è Johnny, perché le zucche sono inflazionate e poi la mela mi rispecchia di più.
Inoltre non è per festeggiare Halloween che non mi interessa ma per ricordare il capodanno celtico,
Samhain, che ha un significato diverso. 
Giusto un pensiero, un divertimento anche veloce per poi bere il succo di mela caldo con cannella e chiodi di garofano.
Un muggito e un saluto, 
Silvia & Olivia.

giovedì 29 settembre 2011

Grigliata d'autunno

Qua si è atipici e se pur attrezzati con l'indispensabile in tutta l'estate non si è mai grigliato niente. Troppo caldo, oggi piove, troppo stanchi, troppo. 
Ma come ti festeggio un compleanno in una domenica d'autunno per niente convinto? 
Massì una bella grigliatina -per me vegetariana grazie- poteva essere l'idea.


Basta organizzarsi perché se quando si è incominciato la luce c'era mentre si mangiava e si finiva di grigliare è servito un faro puntato addosso! 

E se la grigliata sarebbe stata di sera il dolce sarebbe stato perfetto come merenda di pomeriggio insieme al regalo.


Nella decisione su che dolcetto fare sono stati presi in considerazione diversi parametri come il tempo a disposizione per prepararlo, i gusti di tutte le boccucce, la pesantezza (dato che dopo ci sarebbe stata la cena) e la novità della preparazione. Ormai la mia amica è rassegnata al fatto che la maggior parte delle cose che le faccio mangiare sono cose che preparo per la prima volta e testo così non solo la riuscita della ricetta in se ma anche quanto può piacere a "cavie" non di parte. Lei tanto mi perdona.
Sta volta però avrei voluto fare qualcosa che conoscevo ma che lei non aveva mai assaggiato. Giusto per andare sul sicuro ho pensato alla torta di mele con cui sono cresciuta; mangiata e rimangiata ma anche fatta e rifatta.
La ricetta è stata data da una vicina a mia mamma non so in che anno, so solo che da quando ho memoria per qualsiasi ricorrenza o evento, mia mamma la proponeva. Per fortuna era buona! E per fortuna c'era la nonna che ne faceva altre!
Comunque poi negli anni la ricetta ha subito anche modifiche di prova fino a quando non ho trovato la combinazione che mi convinceva di più e mi sono fermata.

Ingredienti:
  • 2 uova codice 0;
  • 3 mele sbucciate e tagliate a pezzetti;
  • 80 g di burro;
  • 200 g di farina;
  • 150 g di zucchero di canna;
  • 2 cucchiai abbondanti di yogurt bianco intero;
  • mezzo bicchiere di brandy;
  • 1 pugno di uvetta sultanina;
  • 1 bustina di lievito;
  • vaniglia in polvere;
Separare gli albumi dai tuorli e montarli a neve ben ferma poi conservarli in frigo. Mettere a bagno l'uvetta in acqua.
Montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso ed aggiungere a filo il burro fuso ma tiepido. Quando il composto è omogeneo aggiungere un po' alla volta metà farina, lo yogurt e la restante farina. Aggiungere il brandy e mescolare. Unire gli albumi montati, una punta di cucchiaino di vaniglia in polvere (se proprio proprio non l'avete usare la vanillina) e la bustina di lievito. A questo punto se si stava usando un mixer mescolare a mano per aggiungere le mele e l'uvetta strizzata, se già lo si stava facendo a mano continuare.
Versare il composto in una teglia imburrata e infarinata e infornare a 200 °C per 35 minuti. Controllare a metà cottura, se è già bella colorata coprire con un foglio di alluminio e continuare. Fare la solita prova stuzzicadenti che non deve appiccicare ma può essere tranquillamente umido per l'alta concentrazione di mele.
Lasciarla raffreddare per toglierla dalla teglia e volendo spolverizzare di zucchero a velo.



A me non ha deluso neanche stavolta ma sono troppo di parte, alla mia amica è piaciuta e sua mamma mi ha chiesto la ricetta per rifarla a colazione. Tra l'altro ho saputo che le torte di mele sono le preferite del suo ragazzo, altra boccuccia presente.
Insomma siamo soddisfatte.
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.
...to be continued...



mercoledì 31 agosto 2011

Mela ripiena di mela

In questo lontanissimo post avevo citato un dolcetto la cui particolarità stava nel contenitore ma poi non ho più postato né di cosa si trattava né come l'avevo fatto.
Eccolo qui, semplice semplice ma secondo me tanto carina l'idea (che non è mia come al solito).

Il "trucchetto" sta nel svuotare con un cucchiaino o utensile appropriato (io ho usato il cucchiaino e con un po' di attenzione viene lo stesso) la mela tagliata a metà in modo da avere due cestini che svolgeranno l'arduo compito di contenitore. 
Il ripieno originale non ricordo come fosse ma a me piaceva l'idea di fare un cremina con la polpa della mela, semplice ma allo stesso tempo gustosa. 



Ingredienti:
  • 200 g di polpa di mela;
  • 200 g di malto, io ho usato quello di orzo ma sono un po' intercambiabili;
  • 60 g di acqua fredda;
  • 20 g di amido di mais;
  • cannella q.b.;
Tagliare a metà le mele lavate, nel mio caso erano 2, e con un cucchiaino scavare la polpa. Verificare il peso per correggere eventuali proporzioni. Frullare la polpa ottenuta, che sarà già a pezzettini, insieme al malto. Versare il composto in un pentolino e cuocere a fuoco basso finché raggiunge il bollore continuando a mescolare. Nel frattempo sciogliere l'amido di mais in acqua fredda e aggiungerlo alle mele quando bollono. Continuando a mescolare cuocere ancora qualche minuto finché si addensa e iniziano a formarsi le tipiche 'bolle che scoppiano' (che termini tecnici!). La cannella potete decidere di aggiungerla in cottura o metterne solo una spolveratina alla fine, naturalmente la quantità andrà in base ai gusti.
Una volta spenta la crema riempire i gusci di mela e lasciare raffreddare.
E' buona sia fredda che tiepida, rimane morbida e non troppo dolce. Un gustoso spuntino leggero tra l'altro, cosa da non sottovalutare, se non si conta il tempo di scavo del guscio la crema si fa veramente in un attimo.
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.


martedì 8 marzo 2011

La frittorta!


"Devi provare che buone le frittelle con le mele che fa mia mamma".
Questa è la frase che ha scatenato tutto e a peggiorare le cose non è stato indicato il lasso temporale nel quale l'evento avrebbe avuto luogo. E fu così che si rimandava sempre per diverse scuse come altri dolci da provare, le frittelle di carnevale a Natale stonano, non ho voglia di friggere, adesso siamo a dieta e l'elenco potrebbe continuare.
Arriva il momento in cui ti decidi e deve assolutamente materializzarsi quello che hai in testa: quel momento è stato giovedì scorso. Non un giovedì qualsiasi ma giovedì grasso, il momento propizio per far assaggiare ad ignare bocche quale delizia fossero le frittelle in questione.
E' tutto troppo bello per filare liscio e quando mi metto a sfogliare la mia raccolta di ricette da tramandarsi ho un leggero mancamento. La ricetta non c'è. Ce ne sono altre sostituibili, che si offrono volontarie per essere provate e giacciono silenziose nei vari ricettari: altre frittelle di mele, le classiche frittelle da fiera, fette di mele fritte ma io volevo solo quella ricetta! (per lo meno in questa occasione)
Ho pensato ad una svista, magari avevo sottovalutato la ricetta e non l'avevo scritta o ero sicura che tanto poteva dirmela la mamma se ne avessi avuto bisogno. Così chiamo e scateno il panico per poter trovare la ricetta tra i suoi appunti più presto possibile ma la risposta è stata una doccia fredda in una giornata già abbastanza gelida di suo: "non ho scritto la ricetta, le faceva sempre la nonna a memoria".

Tu le hai sempre mangiate fin da piccola senza porti domande, sei cresciuta e la frequenza con cui le ingurgitavi è diminuita, la voglia di farle non si è impossessata di te e proprio ora, in preda ad una crisi d'astinenza, non puoi fare altro che provare ad avvicinarti all'impasto dei tuoi ricordi con degli ingredienti detti per telefono. Niente dosi.

Sono testarda, nel bene e nel male, e mi ero convinta di fare le frittelle proprio quella sera.
Ci si prova con esiti molto tristi per le mie papille gustative che si aspettavano tutt'altro, per la mia autostima che si nasconde sotto le babbucce (per ora vi risparmio il nome) e per la cucina che si è impregnata di puzza di fritto e che prova a fare concorrenza alla ditta di chiacchere nella zona.
Esito: quel giovedì sera non si sono mangiate frittelle. Ma cosa fare dell'impasto (naturalmente abbondante) che mi sono rifiutata di continuare a friggere??
L'ho lasciato in frigo a meditare il giorno dopo e la sera ho provato ad aggiustare qualcosa per far si che, se non è riuscito ad assomigliare alle MIE frittelle almeno provasse ad assomigliare ad una torta, da qui il nuovo neologismo del titolo.
Esperimento uscito discretamente data la durata del contenuto della teglia una volta uscita dal forno. Mi rimane il dubbio se la voracità con cui è stata mangiata potesse dipendere dal minore gradimento per le lenticchie che c'erano per cena...

Purtroppo è chiaro che la ricetta non sia molto estrapolabile dal momento che è stato un susseguirsi di aggiungi-bho-potrebbe-bastare-ma-per-sicurezza-ne-metto-ancora-un-po'.
Se ci fosse comunque qualche temerario che volesse provare l'ebrezza di seguire una ricetta data totalmente a caso, potrebbe risultare più o meno una cosa del genere:
  • versa il latte nella quantità di: 'finisci il primo bricco iniziato e mettine un po' del secondo';
  • continua ad aggiungere farina fino a quando la pastella risulterà densa; questo procedimento è durato a lungo data la quantità di latte iniziale un po' abbondante;
  • aggiungere la scorza grattugiata di un limone;
  • versare una mela tagliata a pezzi irregolari non troppo grossi;
  • unire una manciata d'uvetta lasciata a bagno nell'acqua per ammorbidirsi;
  • due cucchiai di rum (il giorno dopo per telefono la madre disse che forse era sambuca, io mi ricordavo rum)
  • lievito per dolci, la quantità dipende dalla dose di impasto; per le frittelle avevo messo poco meno di mezza bustina per la torta ho messo anche il rimanente della bustina;
Ora di questo impasto se ne sarebbero dovute friggere delle cucchiaiate in olio ben caldo in modo da prendere parte di mele e parte di impasto, si sarebbe formata una frittella a pallina irregolare che una volta fredda o tiepida si sarebbe aperta, pucciata nello zucchero e mangiata in un sol boccone. Dato che i fatti non si sono attenuti alla teoria:
  • ho aggiunto all'impasto dello zucchero di canna nella dose di si così può bastare;
  • olio di girasole spremuto a freddo nella dose di ops è finito magari ne sarebbe servito di più;
Rimescolare bene tutto, trasferire in una tortiera imburrata e infarinata e cuocere in forno già caldo a 180 °C per circa 30 minuti.
La frittorta è servita, non se l'è cavata male.


In attesa di ricette in cui la teoria si attiene alla pratica e un po' più realizzabili,
un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.