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martedì 9 luglio 2013

Cronache di un rigurgito.

Scrivo questo post principalmente per uno sfogo mio, per rielaborare, ma non è detto che non possa servire a qualche mamma disperata che cerca "conforto", rassicurazione o anche solo casi analoghi a quello che può stare vivendo. Io all'epoca e con il poco tempo a disposizione non ho trovato testimonianze di questo tipo ma solo discussioni sui forum.

Capita che un neonato rigurgiti ma non che si e ti lavi completamente con laghi di latte indipendentemente dal tempo trascorso dalla poppata e più volte di seguito.
Che poi non capisci quanto latte può avere mangiato per continuare a rigurgitare in quel modo...
Ti dicono è normale; può capitare; è solo latte in eccesso; provi a distanziare le poppate.
Cosa assurda per me in teoria, perché se piange e l'unica cosa che può calmarlo è allattarlo, per me è la cosa più naturale da fare; il discorso è che poi rigurgita ancora e piange dal nervoso più di prima. Ti ritrovi così a non capirci più niente.

Ti dicono che può fare fatica a digerire, di tenerlo in braccio in verticale per almeno un ora dopo che ha mangiato e tentare di fargli fare il ruttino. Così facendo, quando va bene che si addormenta subito dopo mangiato, lo prendi in braccio e rimani così, seduta sul divano per un'ora; ti addormenti anche tu in qualche modo perché sei sfinita e speri che passata l'ora tu riesca a sdraiarlo in culla. NON succede quasi mai così perché si sveglierà, rigurgiterà e incomincerà a piangere. Un po' perché ha sonno e un po' perché è infastidito da questo misterioso disturbo.

Nonostante i disturbi nessuno ha ancora azzardato la diagnosi di reflusso. Coliche forse; alimenti che mangio che magari gli danno fastidio; allergia alle proteine del latte che posso mangiare io; ma nessuno reflusso. Il bambino aumenta, anche troppo, non fa fatica a mangiare e la notte dorme. Tutti "sintomi" per escludere il reflusso.
Non si sa ancora se ritenersi fortunati o meno.

Il tempo passa, il bambino aumenta di peso ma continua a piangere disperatamente durante il giorno. Dorme solo tenuto in braccio ma non perché gli piaccia ma perché se lo si sdraia rigurgita all'istante si sveglia e non si riesce più ad addormentare. Forse dovrebbero inventare qualcosa per appenderli :-)
Tu inizi ad essere disperata perché non solo non hai tregua ma non sai come uscirne. 
La tanto desiderata fascia è servita per il primo mese ma poi non vuole più starci. Probabilmente la posizione non lo aiuta con i rigurgiti e, nonostante i lati positivi della cosa, si sente troppo costretto.
Risultato: per tutte le ore che lo tieni in braccio e addosso di giorno non hai le mani libere o spesso non ti puoi muovere troppo per fare qualcosa.
Non che volessi fare le pulizie di primavera o cucinare per gli ospiti ma almeno andare in bagno e mangiare qualcosa io.

Quando finalmente qualcuno azzarda ad un possibile reflusso ti dicono ancora di tenerlo in braccio almeno un'ora dopo il pasto e se mai dovessi riuscire a farlo dormire in un posto diverso dalle mie braccia di inclinarlo di 30° alzando in materasso. Niente di che.
Il reflusso passa da solo...non si sa quando...
In questo caso è venuto in soccorso il cuscinone per l'allattamento che avevo fatto io. Non riuscivo ad usarlo per allattare a causa dei rigurgiti e del fatto che spesso mi dovevo alzare di fretta (per lei era meglio se si stava in piedi dopo mangiato anzi che seduti, digeriva meglio) ma per farla dormire è stato una manna.
Di giorno sistemato sul divano e di notte in mezzo il lettone.


Da quello che ho capito e dalle situazioni sentite in questi dieci mesi ho capito che ci sono varie manifestazioni di quello chiamato reflusso.
Il mio caso era quello di una bambina che si attaccava bene al seno, mangiava bene, aumentava di peso (pure troppo) ma continuava a rigurgitare, in qualsiasi momento anche subito prima di mangiare ancora, continuava a dimenarsi, era agitatissima perché infastidita e di giorno non riusciva a dormire quasi per niente con continue crisi di pianto.
Il fatto che aumenti di peso non vuol dire che non ci sia qualche disturbo.
Il fatto che per fortuna la notte riusciva a riposare, salvo i risvegli per mangiare, non vuol dire che quelle ore di sonno sono sufficienti per tutta la giornata. Non in una bambina di 3 mesi che le vedi in faccia che ha sonno ma non riesce ad addormentarsi.

Va bene ipotizzare che possa avere problemi con quello che mangia la mamma ma se la mamma si riduce a mangiare riso in bianco e verdure forse c'è qualcos'altro.
Anche se è vero che in casi di reflusso determinati cibi o aromi peggiorano assai la situazione, tipo i pomodori o la menta.

Siamo andate anche dall'osteopata per verificare se poteva essere dovuto a traumi del parto o a posizioni ossee che potrebbero comprimere dei nervi. Nel nostro caso nulla del genere.
Un reflusso fisiologico per un rallentamento nella formazione del cardias, la valvola che separa stomaco ed esofago. Può succedere e passa da solo, non si sa se prima o dopo del tuo esaurimento...

Ho fatto 5 mesi a non uscire di casa se non per rapide urgenze e comunque con Beatrice che piangeva. Non stava sdraiata ma spesso anche in braccio non si calmava. Non le piaceva la macchina e non si addormentava come la maggior parte dei bambini.

Una volta diagnosticato il disturbo, se non ci sono problemi gravi, non ci sono grandi rimedi.
Volendo si potrebbe sostituire l'allattamento con un latte specifico anti-reflusso che di latte non ha più niente. Non me la sono sentita. E' la prima figlia e per quanto snervante e faticosa fosse tutta la giornata allattarla era il minimo che potessi fare per lei. Si, stava male ma secondo me i benefici che poteva trarre da prendere il mio latte e prenderlo da me sarebbero stati di gran lunga superiori a darle il latte artificiale.

Niente farmaci (da un lato per fortuna perché io che sono un po' contraria e mi curo omeopaticamente forse glieli avrei dati per darle sollievo visto che l'omeopatia in questo caso non mi ha aiutata) solo uno sciroppo non troppo dannoso per toglierle un po' il fastidio ma non il sintomo.

L'altra proposta è stata quella di svezzarla un po' prima, quattro mesi e mezzo pensava il pediatra.
Anche qui c'erano i pro e i contro. 
In un epoca in cui la maggior parte delle persone ed associazioni compreso l'OMS ti consiglia di portare l'allattamento esclusivo fino a sei mesi, con tutte le belle letture sullo svezzamento naturale e il rispettare i ritmi del bambino mi trovavo a doverlo svezzare a quattro mesi e mezzo.
Non ce l'ho fatta. Ormai lei stava già migliorando ed ho tirato ancora un mese.
Confidando nella capacità della piccola a 5 mesi e mezzo le ho dato le prime pappe molto gradualmente e non ricorrendo a quelle pronte ma facendogliele io.
Avevo sempre bisogno di una mano e devo ammettere che se non ci fosse stata mia mamma in casa tutto il giorno non avrei retto così ma per fortuna ce l'abbiamo fatta.

Con le pappe è notevolmente migliorato, anche se si vedeva che stava male ancora perché faceva fatica a digerire, non rigurgitava più e dormiva meglio. Non riuscivo a darle di tutto, tipo la frutta la disturbava e la mela non le va ancora adesso ma mangiava e stava meglio.
Il cambiamento evidente c'è stato intorno all'ottavo mese. Da lì è andato tutto migliorando solo ogni tanto si ripresentano alcuni disturbi nel digerire e non ho ancora eliminato del tutto lo sciroppo ma ad oggi sta decisamente bene.
Lo svezzamento procede sempre lentamente ma nella norma e mangia ancora tanto il mio latte che le piace un sacco.

Io ho sempre meno tempo perché adesso si che dorme poco anche se non è disturbata e quando è sveglia è un terremoto. Bisogna assolutamente distrarla e farla giocare, da sola ci sta poco.

La fascia è stata rivalutata perché adesso, anche se non per molto, ci sta volentieri e mi aiuta a fare la spesa o quando sarebbe più scomodo portare il passeggino. La nonna è stata quasi licenziata ma dovendo uscire spesso con lei per farla giocare la casa grida aiuto e la cucina è ancora ridotta a piatti semplici e veloci.



Per quanto mi riguarda il reflusso è tra i peggiori disturbi che può avere un bambino tutto sommato sano. E' stato quasi un incubo non mi immagino se avesse avuto problemi più gravi.
C'è bisogno di aiuto ed è pesante ma se ne esce e sarà solo un ricordo.

Ora qualora Beatrice dovesse avere un fratellino o una sorellina come minimo per giustizia karmica dev'essere uno di quei bimbi che mangia e dorme e non si lamenta mai!

Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.
P.s. devo ancora presentarvi le nuove mucche perché se ne sono aggiunte altre e inizia anche per lei la sua piccola collezione. :-)

mercoledì 27 marzo 2013

Scuse e auguri

Mi scuso tremendamente con chi passava a curiosare per la lunghissima assenza. Lo so, non si fa, ma proprio non sono riuscita a fare in altro modo. La ranocchia occupa tutto il mio tempo, tra quando non dorme e vuole giocare, quando vuole stare in braccio e quando vuole addormentarsi, in braccio, per poi svegliarsi poco dopo. 
La notte ho un disperato bisogno di dormire e non riesco a stare al computer; unendo anche il fatto che di esperimenti in cucina non se ne fanno, il blog è rimasto in sospeso. 
Avrei altre cose da dire e vedrò piano piano di trovare il tempo anche per quelle in modo da comparire ogni tanto. Leggo comunque sempre i blog che leggevo prima ma di sfuggita dal cellulare e non riesco a commentare... :-( 

Sono riapparsa al volo almeno per augurarvi una felice e serena Pasqua a tutti.


P.S. per chi se lo stesse chiedendo Beatrice sta meglio anche se non a posto completamente. E' migliorata con le prime pappe, prima non c'è stato nulla da fare con nessun metodo (tradizionale, omeopatico e un osteopata). Piano piano dovrebbe sistemarsi del tutto, si spera. Intanto cresce e anche il peso lievita per bene.
Come di poteva immaginare ha già una simpatia smisurata per tutte le mucche e vi presenterò Moka, la nuova arrivata. :-)

Spero di ricomparire presto,
un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.

lunedì 14 gennaio 2013

Anno nuovo, un anno in più

Dal momento che è il primo post del 2013 (alla faccia dei maia!), inizierei con Buon Anno!

Dopo l'epifania per me le feste non sono finite; non appena smontati tutti gli addobbi il mio pensiero glissa direttamente al mio compleanno. Anche se quest'anno, ancora più degli altri anni, non ci sarebbero stati grandi festeggiamenti, per quest'occasione Olivia si è svegliata ed ha voluto cucinare il dolce. 
Un pensiero per chi sarebbe passato a trovarmi, e qualcosa da portare dai miei la domenica, sempre che la piccola volesse andare a trovarli :-)
Il regalo di Beatrice è stato dormire abbastanza per farmi supervisionare Olivia in cucina; ed è già un grande regalo (fa niente se poi la sera ha tirato mezzanotte :-( ).
 Era un po' che volevo provare questi trancetti ed avere ancora dei vasetti di marmellata di lamponi home made che aspettavano in dispensa è stato decisivo.

La ricetta è quella di Sigrid dal libro 'Regali Golosi'. L'ho seguita in tutto tranne aver usato lo zucchero di canna al posto di quello bianco ed aver quindi diminuito la dose perché è molto più aromatico.

INGREDIENTI:

  • 250 g di farina;
  • 200 g di zucchero di canna scuro (io uso l'equosolidale Coop per intenderci, altrimenti erano 250 g di zucchero);
  • 240 g di burro;
  • 2 tuorli;
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci;
  • una punta di cucchiaino di vaniglia in polvere (lei diceva 1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia);
  • una presa di sale;
  • 300 g di marmellata di lamponi
Mischiare la farina al sale ed al lievito. In una ciotola lavorare il burro insieme allo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa. Io la vaniglia l'ho aggiunta al burro. Incorporare a questo punto i tuorli e poi la farina. Mescolare fino ad ottenere un composto morbido ed omogeneo. Dividere il composto in due ed avvolto nella pellicola (possibilmente senza pvc) lasciarlo riposare in frigo per 1 ora. Trascorso questo tempo una metà trasferirla nel freezer per un quarto d'ora. Nel frattempo stendere l'altra metà in una teglia con sotto la carta da forno e spalmare la marmellata di lamponi. Io ho usato una teglia rotonda ma come suggerisce Sigrid sarebbe meglio averla rettangolare per poi avere dei trancetti tutti uguali. Riprendere la metà in freezer e grattugiarla sulla marmellata con una grattugia a fori grossi. Trasferire in forno caldo a 180 °C per 30 minuti finché è bella dorata. In questo caso lo zucchero di canna dona già un colorito marroncino ed è più difficile controllare ma assicurarsi che si ben cotto il fondo anche se quando esce la torta è ancora morbida. Lasciarla raffreddare e tagliarla in rettangolini.

E' molto buona anche se non leggerissima dato l'alto contenuto di burro. Oltretutto pratica da trasportare e già in porzioni.



No comment sull'età che avanza...
Un muggito ed un saluto,
Silvia e Olivia.

mercoledì 19 dicembre 2012

Buone feste con panettone



Ciao, eccome risorta, in qualche modo. Sono consapevole che non sono più apparsa su questi schermi e a mala pena ho commentato nei vostri blog che comunque appena riesco leggo; assonnata, con un occhio chiuso ma leggo.

Non è solo la mancanza fisica di tempo a tenermi lontana ma anche la mancanza di contenuti.
Mangio perché mia mamma ormai è una presenza fissa in casa e ci alterniamo con la piccola. Lei cucina ma cose semplici e leggere, vagonate di verdure e anche se quella volta è qualcosa di più elaborato di sicuro non ho tempo per fotografarlo. Oltretutto lei è la campionessa del ‘bho sono andata a caso’ quando le si chiedono le dosi, quindi non avrei molto da dirvi.

Il discorso è che la piccola, promossa da ranocchietta ad elefantino dal momento che a 3  mesi e mezzo pesa già 7200g, ha disturbi di reflusso che le si sono affezionati e non intendono passarle. Ho provato a stare attentissima a cosa mangiavo, quindi pasta e riso in bianco e verdure a gogo. Poi ho integrato ancora, dal momento che non migliorava granché ma comunque pasti leggeri e poco conditi. Capita che si faccia la solita pasta all’uovo o dei ravioli ricotta e spinaci o zucca ma conditi con un filo d’olio e la ricetta ormai la sapete a memoria. Legumi banditi praticamente quasi del tutto perché le creano tantissima aria e si raddoppiamo i pianti.

Niente, ce la teniamo così, che durante il giorno continua a rigurgitare e ad essere giustamente infastidita e agitatissima. Facciamo body building a tenerla in braccio un’ora dopo mangiato ( altrimenti rigurgita all’istante) ma magari dopo che ha dormito un po’ si risveglia e si riparte e guai a metterla sdraiata se è sveglia. Risultato: praticamente quasi sempre in braccio a qualcuno.
La mia adorata fascia, ci è stata d’aiuto all’inizio, quando per portarla in giro si addormentava ma ora non la vuole più perché le posizioni che posso usare adesso per lei le danno fastidio. 
Olivia è passata da cuoca ad amica tenera di compagnia che si diverte a guardarla tutte le volta che ci passa di fianco (manca ancora la foto perché Beatrice non si sa come ma con la macchina fotografica si blocca). Mousse continua a tenerci d'occhio passando da una finestra all'altra e accorrendo subito appena sente un pianto.


Per il momento vi saluto così, facendovi tantissimi augurissimi di Natale e di buona Feste, sperando che tutti le passiate nel migliore dei modi.

Io in questi giorni sono contentissima perché ho ricevuto il panettone di Chiara, che gentilmente mi ha inviato perché non sono proprio riuscita ad incontrarla (spero di rifarmi con la colomba :-) ). Mi dispiace un sacco ma per il momento è così; non saremmo resistiti due ore in macchina tra andata e ritorno con una cucciola che sbraitava nel sedile posteriore (è anche tra i pochi bimbi ai quali non piace l’auto, credo sempre per la posizione).


E’ lì che fa bella mostra di se anche come arredo data la confezione bellissima, ha un profumino invitante e non vedo l’ora di addentarlo.
Ndr. I regali di fianco naturalmente sono già per la piccola altrimenti niente pacchettini per noi…
Mi auguro di iniziare un nuovo anno con un po’ più di tempo e possibilità di fare.
Un saluto con uno scatto rubato mentre sbadiglia.


Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.

venerdì 5 ottobre 2012

Sembra ieri



Un mese, 4680 g. 
Auguri, buona vita ranocchietta!
Ps. il cuscino per l'allattamento si sta prestando come culla e le piace.

Un muggito e un saluto rapidissimo, 
Silvia e Olivia.

mercoledì 12 settembre 2012

Coi bambini ci vuole pazienza


Rieccomi dopo il mese di agosto di pausa. Il titolo del post è quello che ho imparato in questi nove mesi pieni di gravidanza più questa settimana di vita.
Parto dal presupposto che non ero entusiasta che nascesse proprio ad agosto, io che non ho molta simpatia per l'estate. L'idea di avere in quel mese per sempre il compleanno di un figlio mi lasciava un po' lì ed all'inizio speravamo aspettasse qualche giorno in più, almeno se non settembre gli ultimi giorni del mese. Poi man mano che le informazioni crescevano mi prendeva l'ansia di arrivare troppo dopo il termine, quando si moltiplicano i controlli e si avvicina la famosa data del 41+3 in cui scatta il ricovero e la probabile induzione. 
Agosto iniziava ad andare benissimo.
Ma in queste cose non sei proprio tu a scegliere ed ecco che il protagonista di questa avventura sembrava proprio non avere nessuna voglia di lasciare il monolocale in dotazione senza pagare l'affitto.
Nonostante tutti mi dicessero di non muovermi troppo negli ultimi giorni, di non fare questo e non fare quello 'perché può nascere da un momento all'altro', io non sentivo nulla e nei giorni dopo il termine è scattata anche la pulizia della casa selvaggia e le camminate per velocizzare la pratica ma nulla.
Questa attesa è stata estenuante psicologicamente, per me che sognavo un parto naturale ed all'inizio mi ero informata anche sui parti in casa. Mi chiedevo il perché  tardasse se mai ce ne fosse stato uno.
Niente da fare lei si è presa tutto il tempo disponibile fino all'ultimo giorno.
Ma il caso non esiste e nonostante martedì mattina io sia entrata in ospedale per l'ultimo controllo piangendo, a posteriori posso pensare che abbia aspettato tanto per farmi conoscere più personale possibile ed iniziare a parlare con loro. Non solo quella mattina ho trovato una dottoressa che non mi ha ricoverato perché era iniziato il travaglio e se avessi voluto me lo avrebbe fatto fare a casa (le facce delle ostetriche non erano molto d'accordo), ma la sera quando sono tornata ho trovato di turno un'altra dottoressa e un'ostetrica  gentilissime che hanno ascoltato le mie richieste ed assecondate fin dove possibile. 
Mi piace pensare che se le sia scelte lei.
Dopo tutta quest'avventura, in una notte col temporale, MERCOLEDI' 5 SETTEMBRE alle 3.24 si è fatta conoscere al mondo BEATRICE, nata per parto naturale a 41+4 settimane, di 3520 g e ben 53 cm di lunghezza.


Una ranocchietta dai tanti capelli neri e gli occhi chiari, giusto per lasciarci ancora un po' in sospeso e vedere che colore saranno.
Posso dire di essermi trovata bene in ospedale nonostante le mie titubanze e non avrei smesso un secondo di ringraziare il personale che mi ha assistito.
E' stata un'emozione forte anche per avere avuto accanto tutto il tempo mio marito nonostante le previsioni non lasciassero sperare questo. Lo ringrazierò sempre perché c'è stata quella complicità che solo con lui poteva esserci e mi ha dato davvero una grossa mano. Lucida io per chiedere quello di cui avevo bisogno ed attento a mille cose lui per aiutarmi dove appena poteva.
Il rientro a casa è stato splendido, io che avevo nostalgia di Mousse e mi veniva da piangere quando la pensavo a casa a cercarmi, ricoccolarla e vederla attenta e calma nell'accogliere Beatrice, mi ha sciolto.
Oggi è una settimana che la piccola è tra noi, le cose da fare sono tante e i momenti di pausa servono per riposare o fare l'indispensabile in casa ma va tutto benissimo e tutto sommato ce la caviamo benone.
Forse questo post serve più a me che a voi che leggete ma volevo esternare e lasciare traccia, forse anche per lei un domani, di quello che ho vissuto e della gioia che ci ha dato.


Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.

lunedì 4 giugno 2012

Tempo per fare

Come al solito è passato tanto tempo dall'ultimo post. Il primo pensiero va tutto all'Emilia-Romagna per quello che sta passando. Ogni parola mi sembrava sprecata e ovvia da scrivere ed ho preferito il silenzio. A distanza di due settimane la situazione non migliora e non posso  neanche immaginare il disagio che stanno vivendo. Un abbraccio a loro.
Io ci sono ancora ma con ritmi diversi. Per fortuna mi sto prendendo tempo per me, per riguardarmi, non affaticarmi e vivere al meglio questo periodo. Nonostante i miei spostamenti siano ridotti al necessario sono riuscita ad essere coinvolta in un incidente dove l'unica a rimetterci è stata la macchina e a parte il disagio che comporta e i problemi da risolvere successivamente non mi posso proprio lamentare!
Nel tempo trascorso a casa la cucina è stata lasciata nelle mani di Olivia per fare piatti semplici e anche se gustosi non si diletta molto nella presentazione, riducendo anche la preparazione di dolci. Non la si può contraddire troppo...




Di solito si sfrutta il rinfresco della pasta madre facendo dei panini dolci per la colazione o il dopo-pasto del marito e del collega al lavoro.
La copertina che stavo provando a fare ad uncinetto prosegue ma ne manca ancora un po'. 
Le mie giornate passano in compagnia di Mousse che migliora nel saltare addosso, ci fa preoccupare mangiando poco (ma non stando ferma un attimo deduciamo che stia bene comunque) e facendo qualche capriccio ultimamente per venire in giardino di notte tanto che ormai me la trovo ad aspettarmi fuori dalla finestra quando apro le ante la mattina.
Il carattere non le manca!



L'ammirazione per i lavori fatti a mano ce l'ho sempre avuta e la soddisfazione di fare qualcosa da me anche se non è perfetta è tanta. Non sempre è detto che ci sia un reale risparmio ma la sicurezza del materiale, l'unicità del prodotto e il valore in affetto che prende valgono anche l'impegno e qualche soldo speso. 
E' così che Rudy è finito su un lenzuolino e mi sono cimentata con decori su tessuto usando uno stancil, della pittura per tessuti e un tampone.



Al grido di 'paint my life' mi sono lanciata e per essere la prima volta poteva andare peggio!
Ci sono avviati altri progettini che spero escano come dovrebbero e appena li finisco ci saranno aggiornamenti. Vanno un po' a rilento perché per cucire devo andare in trasferta da mia mamma ma può essere che arrivi in prestito la macchina da cucire della suocera.
In tal caso ci sarà comunque da ridere perché normalmente so fare il minimo indispensabile con quella che ho avuto sempre sotto gli occhi figuriamoci con una diversa!!!
Per il momento un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.



martedì 15 maggio 2012

Work in progress


Mi sto perdendo con l'uncinetto. So fare i punti base, nonostante un'amica mi abbia regalato un libro guida con tantissimi punti non mi sono mai lanciata. Come non mi sono mai lanciata in creazioni particolari che richiedono curve, aggiunte, diminuzioni; sto sul semplice. Vorrei tanto imparare a fare altro perché mi piace e la soddisfazione è tanta. In internet ho visto tanti modelli bellissimi e chissà che prima o poi non ci riesca anche io...
Intanto la mia testardaggine mi impone di portare a termine quella che dovrebbe essere una coperta, e da qui si capisce che me ne manca ancora molta in lunghezza...
Ci sono imprecisioni e non so come potrà essere una volta terminata ma non importa perché l'avrò fatta io con impegno e tanti pensieri positivi, un abbraccio che scalda nonostante le imperfezioni. 
Insomma, salvo qualche eccezione Olivia si riposa e ci si dedica ad altro.

Inoltre vi voglio presentare Rudy, un coniglio che mi è stato simpatico da subito che riporta una frase perfetta come augurio e da ricordare spesso.


Molto probabilmente Rudy e la coperta passeranno molto tempo insieme entrambi impegnati a dare affetto.
Io nel frattempo vedo di terminarla e di imparare a fare altro.
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.


martedì 27 marzo 2012

E per Mousse sono 5


La pelosa cresce ed è arrivata a 5 mesi. Le diventano i peli bianchi perché sta continuando a cambiare il pelo (il pelo del pastore bergamasco è da considerarsi definitivo verso i 3 anni) e continua ad appiccicarlo a qualsiasi vestito io metta. Le crescono i baffetti e aumenta sulle guanciotte che io le tiro tutte le volte.
Si è fortificata la voce anche se a livello di decibel era bella potente anche prima, meno male che la usa poco!
Impazzisce per l'erba e la terra dove inizia a correre e a rotolarsi come una matta facendo agility tra gli ostacoli del giardino ma centrando in pieno l'orto.
C'è solo qualche dubbio sul nome: ho scelto Mousse sperando che poi si rispecchiasse. E' dolce e morbida ma avrebbe dovuto essere anche delicata mentre ha la pesantezza di un carro armato ed è sotto carica come se si scolasse Red Bull a tutto spiano. Ha quelle unghiette affilate che la maggior parte delle volte che ti salta addosso si conficcano da qualche parte; per non parlare dei denti... Nonostante non combini guai (tranne quelli da mettere in conto se hai un cane che non sia un Chiwawa!) è perennemente sotto minaccia di Valium  o Tavor (non ci sarebbe prodotto naturale efficace per calmarla) come se psicologicamente la potesse calmare.
Però ti fa divertire un mondo ed è di un espressività disarmante.
Non le è ancora passata la fifa per alcune situazioni apparentemente innocue ed è ancora diffidente verso la maggior parte degli sconosciuti, anche se appena li vede abbaia, poi indietreggia.
Io l'ho già detto la guardia la fa: se la si sente piangere ci sono i ladri! La foto sotto ne è un esempio, si stava riparando tra le mie gambe perché il consorte la spaventava...


Abbastanza obbediente, sta imparando dal marito poiché lui è stato identificato come capobranco mentre io come compagna di giochi (sarà forse che la coccolavo solo appena arrivata??anche adesso però quello più severo è lui, io non so resistere e tendo a darle retta); la cosa mi starebbe anche bene se solo non mi scambiasse per un osso continuando a volermi mordicchiare e saltarmi addosso.
Spero solo si calmi crescendo e con l'arrivo dell'altro cucciolo altrimenti non saprei come fare. Una mia amica mi ha detto che loro lo sentono e diventano più delicati, speriamo.
Nel frattempo la strapazzo di coccole facendole anche gli auguri per i 5 mesi.
Un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia. 

venerdì 13 gennaio 2012

12 gennaio

Oh mammasaura è passato ancora un anno! Ebbene si ormai sono 28!
Inevitabilmente il tempo passa e diciamo che si "stagiona" un po'; facciamo finta di non sentirci un po' più vecchi ma maturati.
Mi piacerebbe che fosse già tutto avviato sulla "strada giusta" (sempre che poi uno sappia quale sia), già a posto da sapere cosa fare e invece credo che proprio quest'anno sarà un anno di cambiamenti, di svolte e di decisioni.
Per il momento belle ma pur sempre preoccupanti.
Saranno gli acciacchi dell'età ma quest'inverno lo sto sentendo dal punto di vista dei sintomi, mai troppo forti, mai preoccupanti, quel giusto che basta per farti sentire un tappetino stropicciato ma non abbastanza per non farti sentire in colpa se manchi dal lavoro.
Oggi però come regalo di compleanno del giorno dopo sono stata a casa, per prendermi del tempo per me e fare i conti con una nausea, un raffreddore, un mal di testa e un qualcos'altro che mi farebbe dormire in continuazione.
Mi ritrovo qui sul divano a scrivere questo post con gli occhi aperti quanto basta per controllare strafalcioni di scrittura (almeno quelli grammaticali).
Per il momento niente dolci perché Olivia empaticamente si è impigrita e intanto non abbiamo festeggiato ancora con nessuno.
Solo uno splendido mazzo di rose pari contornate da eucalipto (meno male che ho il raffreddore almeno so come usarlo!), atipico quanto basta per essere stupendo!



Se ci saranno festeggiamenti per la stagionatura vi aggiornerò.
Nel frattempo un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.




martedì 3 gennaio 2012

Buon 2012

Buon Anno!
Si lo so che siamo già al 3 di gennaio ma rimane comunque il primo post del nuovo anno.


Questa è stata la colazione della prima mattina, con calma perché la bestiola pelosa ormai si è abituata e non si lamenta se non scendiamo presto la mattina.
Per me l'immancabile mascarpone e una fetta di panettone. Non l'ho fatto io ma secondo la mia boccuccia è molto buono ed ormai è il secondo anno che me lo assicuro.
Il mascarpone è un retaggio di famiglia, un rito che ha accompagnato da sempre le feste di Natale, capodanno e Pasqua quando ci ritrovavamo da mia nonna. Immancabile ad accompagnare panettone o pandoro, ricoperto di cacao o corretto con il brandy.
Ne sono sempre stata golosa e ancora oggi almeno una volta lo devo mangiare perché per me fa festa, è una mia madelene! Ancora con la stessa semplicissima ricetta e il più delle volte corretto con il brandy come quando lo assaggiavo dal papà anche se troppo piccola.
Non sta volta però e non a colazione.
Come cornice la tovaglietta a tema che mi hanno portato i miei dal Trentino.


Ve ne lascio una tazzina perché possa ricrearvi la stessa atmosfera festiva che regala a me e possiate brindare ad un nuovo anno splendido come vi e mi auguro che possa essere.
Un anno di cambiamenti, in meglio, qualsiasi possano essere.
La semplicissima ricetta sarebbe un uovo per etto di mascarpone e la metà di zucchero;si mescolano a spuma i tuorli con lo zucchero, si aggiunge il mascarpone e una volta amalgamato gli albumi montanti a neve ferma mescolandoli delicatamente per non smontarli.
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.


lunedì 26 dicembre 2011

Mousse.



La bionda bergamasca di casa.

Mi piacciono i cani, da piccola li ho sempre voluti e per fortuna anche avuti; ora come animale domestico penderei una mucca ma mentre ci si attrezza il cane è la seconda scelta (ci sarebbe anche Ciuffo, un asinello di un amico che dovrà dare via ma rimangono gli stessi problemi della mucca).
I cani che ho avuto sono stati diversi, sempre provenienti da cucciolate di cascina e che poi sarebbero stati in cascina e sempre meticci. 
Il mio Cane per eccellenza è stato Ricky, che ha dato luogo a diversi incidenti diplomatici avendolo chiamato come il vicino di cascina. Lui è stato salvato essendo sopravvissuto a qualcuno che aveva deciso di buttare la cucciolata nel canale dietro casa.
Quel giorno di agosto avevo deciso di 'non dormire' nel sacco a pelo di mio fratello, per terra sul parquet, simulando il campeggio (mi accontentavo di poco) e durante la notte ho iniziato a sentire piangere disperatamente. Io sono sensibile al pianto degli animali e senza svegliare il resto della famiglia, che non sarebbe stata contenta, ho  tentato di capire da dove potessero provenire le urla sbirciando dalle ante a mia disposizione ma nulla. Sono continuate per un bel po' poi hanno smesso. Io un po' mi sono addormentata e la mattina presto sono uscita per capire ma non ho visto niente; i ghiri delle altre stanze tra l'altro non erano stati svegliati come me.
A metà mattina fortunatamente i vicini di cascina si sono accorti che sotto il ponte della strada che passa lì vicino c'erano dei cuccioli e sono scesi per recuperarli. Alcuni dopo essere stati presi sono scappati, uno ho iniziato a coccolarlo accompagnando le coccole ad un estenuante 'loteniamoloteniamoloteniamo?'. Inizialmente ho strappato un accordo 'lo si tiene finché gli si trova un padrone' io non mi sono impegnata più di tanto e Ricky è rimasto con noi. 
Smarrito e restio ad essere legato è scappato un paio di volte rischiando ulteriormente perché chi lo ha visto in giro lo ha ributtato in acqua, ed è stato ripescato poco dopo da un signore presente anche la mattina (evidentemente era il divertimento dell'estate-non dico la voglia di affogare la persona incriminata che avevo).
Era bellissimo, incrocio di mille razze tra le quali spiccavano il Border Collie e il Volpino, assolutamente bianco e nero!
Era un cane libero, ci seguiva ovunque, il problema era che se non ti vedeva uscire lui rimaneva là (gli spaventi che mi sono presa le prime volte! e le spedizioni serali al supermercato perché non ci si era accorti che ci aveva seguito!).
Si faceva adottare dal padrone della cagnolina in calore di turno sparendo per una settimana per poi tornare tranquillo quando gli era passata.
Raggiungeva i 40  km/h e diventato grande ci seguiva in macchina, fermando le altre per farci passare, cosa che penso gli sia costata perché ad un certo punto non è più tornato e nessuno ha più saputo nulla. Ci ha fatto compagnia per circa sette anni. 
Questo era Ricky, il cane che mi ha fatto passare l'allergia ai cani perché per farlo stare tranquillo mi sono fatta una domenica intera con lui in braccio facendomi venire una crisi allergica assurda!
Non potrei avere nulla contro i meticci e sono contraria a dover pagare un cane solo perché assicurato di razza.
Per simpatia se dovessi riprendere un cane vorrei che assomigliasse più possibile al Cocker; non so se mai accadrà anche se gli ho già dato un nome, più che altro perché non intenderei pagarlo.
Il 'problema' però si è creato quando il marito ha detto chiaramente che lui avrebbe voluto un cane. Si è addirittura impegnato a costruirgli la cuccia -pardon la villa- in legno con le rotelle. 
Solo che non voleva un cane qualsiasi, voleva il Pastore Bergamasco!
Ho preso tempo, messo in chiaro fondamenti su come gestirlo e curarlo, tentato di esporre la mia contrarietà al pagamento per un cane per forza di razza, fino a quando la settimana prima di Natale ha trovato un annuncio in cui un signore di un paese anche relativamente vicino regalava Bergamaschi. Ed ecco che è arrivata a casa Muosse, la nostra bionda bergamasca con tanto di occhi tendenti al verde!
Doveva essere un maschio e si doveva chiamare Mocho ma tra i cuccioli rimasti per affinità lei ha scelto lui ed è venuta a casa la vigilia di Natale. 
Ha scelto il week end sbagliato perché io sono ancora influenzata (naturalmente è partito tutto il 24 per stare malissimo il 25 e il 26!)  e faccio una fatica enorme a trattenermi dall'uscire a farla giocare quanto vorrei, solo che quando riesco a stare in piedi tranquilla non vorrei farmi risalire la febbre... 
Si sta ancora ambientando e purtroppo imparando a stare da sola quando noi siamo al lavoro.
In attesa della mucca, mi piace tantissimo!!!
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.
Un bau da Mousse.
P.s. notare i gradini provvisori in legno per entrare nella cuccia altrimenti non ci sarebbe arrivata!     

martedì 13 dicembre 2011

Spacciatori di sorrisi

Ci sono dei blog che ho bisogno di leggere, possono essere diversi tra loro trattando anche diverse tematiche, ma ogni post pubblicato ti lascia qualcosa. 
Possono fare riflettere, far sorridere, insegnarti qualcosa o semplicemente le padrone di casa scrivono benissimo. Spesso hanno anche più di una caratteristica messa insieme!
Uno di questi è quello di Chiara (Wonderland). Ogni post è qualcosa di diverso e ci si può aspettare di tutto. Ormai una settimana fa, sotto i fumi del periodo dell'anno più coinvolgente -che lo si voglia o no- quale può essere l'avvento, ha proposto un'iniziativa che mi è subito piaciuta: ha indetto la giornata nazionale per lasciare in giro messaggini con frasi positive, il 'Leave Message Day'.




La data preposta è il 14 dicembre e le cose da fare sono semplicissime.
Non si deve far altro che prendere un foglietto di carta o scaricare il suo dal sito, scriverci una frase positiva, un buon proposito o qualsiasi cosa si voglia pur di far sorridere la persona che lo riceve, e lasciare il biglietto in un posto dove possa essere trovato.
Ma perché? semplicemente per il piacere di far sorridere un'altra persona, per regalarle la suspense di qualcosa di inatteso e perché magari un bigliettino potresti trovarlo anche tu!
So che oggi è il 13 e potevo muovermi prima a pubblicizzarla qui (il banner l'ho messo subito però) ma c'è ancora tempo tutto domani per aderire...
Allora domani diventiamo tutti spacciatori di sorrisi: è semplice, non costa nulla ed è molto contagioso!
Naturalmente sul suo sito è spiegato tutto meglio, in un modo coinvolgente come solo lei sa essere, spero di avervi almeno incuriosito.
Un muggito e un saluto, 
Silvia e Olivia.

lunedì 28 novembre 2011

Corona dell'avvento

Accidenti sembrava appena iniziato novembre, con le temperature decisamente autunnali, che già sta finendo! I giorni passano velocemente e non faccio in tempo ad assaporarmeli come vorrei.
Vorrei rallentare, fermarmi e sfruttare queste giornate così belle. Qui si alternano giorni di pieno sole a giorni nuvolosi dove fa fatica ad alzarzi la nebbia; anche la nebbia mi piace, respiro il suo profumo che mi è famigliare perchè in queste zone la nebbia in autunno/inverno c'è sempre stata, anzi mi sembra che rispetto a quando ero piccola sia anche diminuita.
Invece dicembre è già alle porte ed è già iniziato l'avvento.
Come al solito sono stata di corsa anche a fare la corona, finita al volo per accendere la prima candela. 




Ho iniziato a farla l'anno scorso, la prima volta, per introdurre un'abitudine che mi piacerebbe si consolidasse tra di noi, piccole attenzioni per scandire il tempo e creare tradizioni.
Tra l'altro in questo periodo dell'anno è piacevole scaldare e rendere più intimo l'ambiente, quindi si usano ancora di più diffusori per oli essenziali e candele per avere luci soffuse.
In questa corona, all'interno o sul bordo ci sono proprio quattro candele che si devono accendere, una per settimana, per accompagnare l'arrivo del Natale.
Le vendono è vero ma mi piaceva poterla fare da me, non sarà bellissima e perfetta ma è mia, fatta con i materiali che potevo recuperare; niente rami di pino, insomma che non sono proprio dietro l'angolo ma spazio alla fantasia.
Diffidate però dai mariti che vi dicono che vengono fatte con il pungitopo a meno che non si offrano loro per intrecciarlo!
Dopo le brutte esperienze dell'anno scorso (bella si ma molto più sentita di quanto avrei voluto!) quest'anno ho optato per una corona di edera raccolta nelle vicinanze, solo riempita con l'agrifoglio del giardino (se non lo intrecci punge poco) e personalizzata con rametti di rosmarino che profumeranno la stanza anche se le candele sono spente.
Anche le candele le ho fatte io profumate alla lavanda ma su questo c'è molto da lavorare! Farò attenzione a sorvegliarla a vista dato che l'anno scorso alla seconda candelina mi si stava incendiando tutto...
Per adesso la prima l'ho accesa!




Un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.

P.s. questo post bisticcia un po' con quello di samahin ma per il momento è così...

lunedì 31 ottobre 2011

Buon Samhain!


Qui si intagliano mele, per la precisione è Johnny, perché le zucche sono inflazionate e poi la mela mi rispecchia di più.
Inoltre non è per festeggiare Halloween che non mi interessa ma per ricordare il capodanno celtico,
Samhain, che ha un significato diverso. 
Giusto un pensiero, un divertimento anche veloce per poi bere il succo di mela caldo con cannella e chiodi di garofano.
Un muggito e un saluto, 
Silvia & Olivia.

mercoledì 12 ottobre 2011

Un arrivederci sereno

Non sono una persona estiva. Tollero veramente poco le alte temperature, da sempre ma ogni anno è peggio. Non sono mai stata attirata dai mesi estivi e li ho più che altro subiti come dato di fatto.
Io che sudo per niente però sono anche molto sensibile al freddo, diciamo pure che ne soffro; diciamo che ho un range di escursione corporea molto limitato!
Io che ho mani e piedi perennemte gelati, tranne quando mi capita di dover impastare una frolla ma questa è sfiga!
Però se il caldo mi snerva, mi atterra e proprio lo eviterei, il freddo con le dovute precauzioni mi piace!
Mi piace coprirmi, l'idea di scaldarmi, adoro le coperte, i calzini pesanti di lana, le tazze di the caldi -non bollenti, appunto che se no mi scotto- mi piace il freddo fuori e il caldo dentro.  
Io che ho calzini e scarpe chiuse ormai da settembre nonostante le alte temperature ora, che finalmente è arrivato l'autunno, devo proprio salutare le mie All Star che mi piacciono tanto per altre scarpette più adatte a me.




Pur mettendo calzini più pesanti non riesco proprio a tenerle e rabbrividisco se d'inverno vedo persone che le portano ancora, provando anche un po' d'invidia coi miei pezzettini di iceberg infilati in stivali pelosi.
E' arrivato il momento di pulirle un po', salutarle e riporle nella scatola ad aspettarmi l'anno prossimo appena potrò rimetterle. Poi tornare in casa per un the caldo, una coccola, da sorseggiare sul divano con la luce del tramonto, per ora senza coperta. 




Un the verde al gelsomino arricchito da qualche fogliolina di erba Luigia (cedrina, lippia, verbena odorosa o Gigia per gli amici)e qualche foglioline di Stevia (dolcificante naturale), raccolte dal mio angolino di aromatiche. 
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.

giovedì 1 settembre 2011

Benvenuto settembre!

Oggi è una bella giornata.
Quando ho aperto le ante ho sorriso al tempo nuvoloso sapendo finalmente che non avrei dovuto strizzare gli occhi per il sole perché sto diventando più sensibile alla luce. Le temperatura erano fresche e probabilmente sarebbero rimaste così durante il giorno.
Mentre mi preparavo sentivo che iniziava a lamentarsi in sottofondo, facendosi via via sempre più vicino il brontolio che lasciava sperare in un temporale.
Finalmente acqua.
Quando sono scesa ad aprire il box gocciolava. Ritiro le nocciole, che se piove di traverso si bagnano e devono asciugare bene non bagnarsi di nuovo.
Il tempo di fare il giro e gocciola sempre più forte. Me ne sono andata con le luci del vialetto accese.
E' iniziato settembre e il primo giorno si è fatto rispettare sfoggiando un temporale di tutto rispetto e una luce non troppo forte. 
Ho abbracciato la pioggia in gonna e ballerine perché non era prevista.
Fa niente se dopo il lavoro devo stare in giro e se dovesse piovere ancora non mi sarà di grande aiuto. Ho bisogno di questa aria fresca, della luce più soffusa e anche di un po' di pioggia si.
Inizia settembre e oggi è una bella giornata.
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.

martedì 16 agosto 2011

Missione di Ferragosto


Nel week-end di Ferragosto avevamo una missione: incamerare più fresco possibile e portare Olivia tra i suoi simili.


Siamo riusciti nell'intento assistiti piacevolmente dal tempo che mi ha fatto provare il brivido di mettere la felpa perché sdraiati all'ombra con un simpatico venticello.


Siamo stati coccolati dal brontolio di un temporale notturno che ci ha accompagnato anche in mattinata regalandoci 14°C e il piacere di avere i pantaloni lunghi.
Respirare aria fresca al profumo di resina, in mezzo a nuvoloni bianchi che si spostano per fare tornare il sole che scalda ma non sopra i 23°C.


Farsi un'appagante sudata lanciandosi in un percorso tra gli alberi (quanto lo adoro!) e portarsi a casa anche qualche vescica perché solo io posso scendere a piedi dal rifugio con le All Star! :-)


Anche qualche livido perché se come Cita me la sono cavata bene e ne sono uscita indenne mi sono massacrata col bob...

P.s. del giorno dopo: dovrebbero vietare per legge di passare in poco più di un ora dai caldi 23 gradi di sole di montagna ai torridi 33 di casa!!! è un trauma che ti segna :-(


Un corale muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.

giovedì 28 luglio 2011

Lasciate ogni speranza voi che entrate...


Si, perché la speranza che mi passi questa 'muccomania' le persone che mi conoscono l'hanno persa già da un po'. Hanno accettato questa nuova malattia come irrecuperabile.
Almeno così io avviso, direttamente dall'entrata.
Lo zerbino è il mio ultimo oggetto muccoso, in attesa di una mucca vera, come "animale domestico".
Intanto aspetto, probabilmente anche la neuro ;-)
Un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.

mercoledì 8 giugno 2011

Quando l'assistente complotta


Olivia, la sfaticata assistente che vaga per la cucina e la casa, si era stancata di usare l'Anatomy Kitchen di cui avevo parlato e già provata per il caldo delle scorse settimane si stava preoccupando per cosa le sarebbe toccato nei mesi a seguire. Anche perché non si sa come a me viene da usare il forno più in estate che in inverno, mah...!
Così in sordina ha ascoltato i commenti, fatto caso a dove cadeva l'attenzione della sottoscritta, si è confrontata col marito e ha fatto in modo che quest'ultimo mi regalasse il signor Ken! Scelto da lui ovviamente perché fosse stato per me avrei preso il fratellino più piccolo, mi sarebbe bastato, dicevo, quando mi capitava di guardare i modelli...
Prima o poi l'avrei preso, mancava e ci voleva, perché c'erano cose che proprio l'Anatomy non era in grado di fare; ma aspettavo, rimandavo ed ecco che altri hanno scelto per me!
Io felicissima! E' arrivato anche la settimana prima della ricorrenza motivo del regalo con la richiesta di qualcosa di dolce...'Così lo provi e poi puoi fare quello che vuoi' mi è stato detto.
Ed eccolo lì che si è fatto spazio in cucina, ha trovato quel posto che prima sembrava non esserci ed ha già legato con gli altri elettrodomestici (pure in tinta), pronto a sgranchire le fruste anche se ha promesso di non montarsi troppo la testa!

E come promesso mi sono già sbizzarrita a fare i frollini che a fare a mano mi facevano penare accompagnati da bignè che escono sempre e vanno fatti rigorosamente con l'Anatomy Kitchen. La ricetta dei frollini arriva da questo stupendo sito mentre la ricetta per i bignè la metterò in un post a parte.




Questo invece è Ligio: un ciliegio da fiore Kanzan ed è stato il mio regalo!



Finisco con la torta per Olivia...



Un muggito con la bocca piena e un saluto,
Silvia & Olivia.