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venerdì 29 giugno 2012

Torta salata dall'orto

Devo fare outing....
Fino ai diciotto anni, anche diciannove, io praticamente non mangiavo verdure, salvo piselli patate e carote solo lesse. I miei ci hanno provato, anche se con poca inventiva nel cucinarle; asilo ed elementari sono stati un dramma per la mensa ma non c'è stato verso. Il gusto non mi piaceva e le volte che le assaggiavo stavo male.
Venne un giorno, complice anche un cambiamento che stava avvenendo, in cui piano piano mi sono avvicinata alle verdure più semplici, quelle che mi ispiravano più simpatia, naturalmente cotte. 
Stava nascendo anche l'interesse per la cucina e leggere ricette, sapere che potevano esserci varie preparazioni per lo stesso ortaggio e che poteva essere camuffato un po', mi ha portato ad assaggiarne sempre di più scoprendo che potevano piacermi.
Ancora oggi non posso dire di mangiare di tutto e prevalentemente devono essere cotte ma ho raggiunto un ampia gamma di verdure che gusto nella mia attuale dieta oltretutto vegetariana :-)
Avere un'orto mi ha permesso di scegliere cosa piantare ed in effetti è diviso tra le verdure per me, quelle in comune e quelle per il marito.
Tra quelle chieste da me, per il secondo anno ci sono i cornetti. Li cuocio a vapore e io li mangerei così, con le mani-uno tira l'altro- senza neanche condirli. Freschi e teneri.


Il marito un po' meno. Dal momento che mi spiace mangiarli solo io e oltretutto sono tanti ho pensato a cosa poter fare per avere un piatto che piacesse ad entrambi.
Mi è venuta in aiuto un'altra produzione abbondante che abbiamo in questo periodo e che piace a tutti e due ma sempre più a me: le zucchine.


La scelta è stata una torta salata con il sostegno delle carote anche se quelle sono state acquistate.
L'idea non è una novità ma a noi è piaciuta e volevo darvi uno spunto se non ci avevate ancora pensato. Come al solito non ho pesato gli ingredienti ma ve li do ad occhio, in ogni modo le proporzioni di una verdura sull'altra possono cambiare in base al gusto o alla necessità della dispensa.

Ingredienti:
  • cornetti, la quantità che si vede in foto;
  • 5 o 6 zucchine medie come quelle della foto (quelle erano quelle raccolte la mattina ma non le ho usate tutte);
  • 5 carote medie;
  • 500g di ricotta;
  • mezza cipolla;
  • un pezzettino di gorgonzola;
  • grana;
  • olio evo, sale e pepe;
  • dado vegetale;
  • un rotolo di pasta sfoglia o brisé (sta volta l'ho preso già pronto ma controllate gli ingredienti in modo che non ci siano grassi idrogenati);


Cuocere a vapore le carote e i cornetti. Nel frattempo stufare la mezza cipolla con un filo d'olio e dell'acqua e aggiungere le zucchine. Insaporire con il dado vegetale in base alle dosi del vostro dado e cuocerle al dente per poi lasciarle raffreddare un po'. In un recipiente capiente condire la ricotta con sale e pepe e mescolare per renderla cremosa. Aggiungere il pezzo di gorgonzola tagliato a dadini (non ho messo la dose perché ne ho messo talmente poco che si può anche togliere) e amalgamarlo alla ricotta. 
Aggiungere le verdure tagliando a dadini le carote e a pezzetti i cornetti e mescolare bene. La verdura deve quasi prevalere sulla ricotta.
Stendere la sfoglia o la brisé in una teglia calcolando che il bordo deve essere di almeno 2 cm, il ripieno viene bello alto. In questa foto ho usato la brisè ma noi preferiamo di gran lunga la sfoglia. Bucherellare il fondo e versare il ripieno; spolverare di grana grattugiato e  d infornare a 200°C per almeno 40 minuti, ad ogni modo in base al forno controllare che sia ben cotto proprio perché il ripieno è abbondante e si rischia che il fondo sia crudo.
Sfornare e gustare tiepida se non a temperatura ambiente.


In questi giorni di caldo solo l'idea di accendere il forno mi fa sudare ma il trucchetto c'è: o la si cuoce la sera dopo mangiato, quando non serve più la cucina, per il giorno dopo (tanto con la tariffa bioraria prima delle 19 non si accende nulla comunque); o si ha la possibilità di mangiare in balcone o all'esterno, sigillando la cucina per non fare andare il caldo nelle altre stanze.
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.





giovedì 29 marzo 2012

Spezzatino di soia


Finalmente un secondo.
Dei sostituti vegetali alla carne quello che proprio mi soddisfa è il seitan; anche quello comprato sinceramente e non mi sono ancora messa a sperimentare l'autoproduzione. Per variare e per curiosità ogni tanto usiamo anche i bocconcini di soia. A dire la verità di entrambi non ne mangiamo spesso, anzi, come è giusto che sia, preferendo assumere legumi come fonte di proteine ma quella volta ogni tanto ripropongo piatti tipicamente carnivori in veste vegetale. Il marito li mangerebbe entrambi, definendosi appunto onnivoro, a me di quei piatti il più delle volte non piaceva la carne ma il contesto: dello spezzatino la cremina con le patate e i piselli, della pizzaiola il sugo, del brasato le verdure e via dicendo quindi se ci metto qualcosa che non sia animale che pur mi piace lasciando invariato il procedimento mi ritengo soddisfatta.
L'altro giorno mi è venuto il pallino dello spezzatino ed essendo a casa la mattina, dovendo preparare la cena che poi si potesse riscaldare ed averla pronta subito, ho trovata perfetta la soluzione.
Cena assicurata con apporto proteico garantito (sono curiosa di ritirare gli esami per l'emocromo e vedere i livelli di ferro, incrociamo le dita).

Ingredienti:
  • 8 bocconcini di soia;
  • 200 g di piselli in scatola (versione veloce);
  • 3 patate medio-piccole;
  • 3 carote;
  • cipolla;
  • olio evo;
  • vino bianco;
  • brodo vegetale;
  • tamari;
Iniziare facendo bollire i bocconcini di soia nel brodo vegetale per 20 minuti. Una volta pronte strizzarle e tenderle da parte.
Nel frattempo affettare la cipolla e farla appassire in un filo di olio evo. Pulire e tagliare a dadini le carote e le patate; io di queste parte l'ho tagliata a dadini piccoli e parte in cubetti più grandi, perché in cottura quelli piccoli tendono a sfaldarsi rendendo tutto più cremoso. Buttarle in pentola e sfumare con un po' di vino bianco, circa mezzo bicchiere.
Lasciare cuocere con il coperchio eventualmente aggiungere un po' di brodo se tende ad asciugare. Quando saranno ad un buon punto di cottura aggiungere i piselli in scatola e i bocconcini dopo averli sfilacciati con le mani per avere dei pezzettini. Aggiungere il tamari; la quantità va a gusti, io non ho salato ulteriormente, il sale era nel brodo ma non ne è andato tanto quindi mi sono regolata con il tamari.
Lasciare cuocere ancora circa 10 minuti senza il coperchio in modo che i piselli si ammorbidiscano e la soia prenda sapore.
Servire caldo.
Io erano anni che non mangiavo spezzatino in nessuna versione ma questo è piaciuto entrambi. Le carote in teoria non dovrebbero esserci nella versione originale, o per lo meno in quello che mangiavo da piccola ma stavolta avevo semplicemente voglia di metterle.

Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.




mercoledì 22 febbraio 2012

Tortino di porri con salsa al gorgonzola

Mi è bastato leggere il titolo per sapere che l'avrei dovuto assaggiare.
Mi ha colpito subito l'immagine quando ho visto la ricetta sul sito di Cucina Naturale ed ho pensato che i gusti mi piacevano tutti. Insomma un'ottima variante per qualche cena (anche se a giudicare dagli ingredienti sarebbe meglio mangiarli a mezzogiorno ma qualche volta ci può stare date le esigenze).
Ottimo per raccogliere ed usare gli ultimi porri che mi aspettavano nell'orto.
La realizzazione è semplicissima ma naturalmente richiede un po' di tempo tra le cotture, in cui si può comunque fare altro. Ecco magari non è un piatto dell'ultimo minuto ma facile facile quando si ha un po' più di tempo.
Se poi non raccogliete i porri dall'orto e li dovete pure pulire da zero, di sicuro ci metterete di meno (i pro e i contro di fare la spesa a km 0).






Ingredienti:

  • 4 porri;
  • 8 foglie di salvia;
  • 125g di ricotta;
  • 200 ml di latte;
  • 2 cucchiai di parmigiano;
  • 2 uova;
  • sale;
  • olio;
per la crema al gorgonzola:

  • 1 una patata;
  • 75 g di gorgonzola;
  • 100 ml latte;
Affettare sottilmente i porri e farli stufare per 20 minuti in un pentolino con 3 cucchiai di olio, le foglie di salvia, un pizzico di sale ed eventualmente un goccio d'acqua se asciugano troppo.
Una volta pronti e intiepiditi frullarli aggiungendo la ricotta, le uova sbattute con il latte, il parmigiano e il sale.
Trasferire il composto negli stampini (a me ne sono usciti 6 precisi ed ho usato una teglietta in silicone per muffin) e trasferire in forno caldo a 180°C per 35 minuti cuocendo a bagnomaria (la teglietta per muffin messa in una teglia più grande in cui c'è dell'acqua che copre fino a metà gli stampini, nel caso fosse utile saperlo).
Il mio forno ormai lo conosco e i 35 minuti si dilungano un po'; ad ogni modo li ho tolti quando ho visto che si erano gonfiati per bene ed avevano preso un bel colorito tendente al marroncino. Inevitabilmente tolti dal forno si siederanno tornando piccini...
Nel frattempo che i tortini cuociono tranquilli bollire la patata e da calda frullarla insieme al latte e al gorgonzola.
Quando li ho fatti io avendo dovuto prolungare la cottura la salsina si è freddata a temperatura ambiente mentre secondo me ci sta meglio calda o tiepidina.
Sfornare i tortini e ricoprirli di salsina e gustarli!
Nonostante i porri come ingrediente principe (si sentono decisamente) secondo me non è un proprio un piattino light ma non lo si mangia tutti i giorni comunque.




A noi è decisamente piaciuto!
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.
P.s. vegetariano si ma non vegano come ricetta originale, indubbiamente veganizzabile, cambiando un po' il gusto, dalle conoscenze e fantasie di chi vegano lo è.

domenica 22 gennaio 2012

Gnocchi di zucca

Mi sto riprendendo del tutto e anche la voglia di fare qualcosa in più allo strettamente necessario sta -piano piano- tornando. Insieme alla voglia di sperimentare.
Nel numero di Gennaio di Cucina Naturale (giornale che mi piace un sacco ma io non piaccio a lui o lui piace troppo al postino, dato che puntualmente non mi arrivano i numeri!! Rinnovo l'abbonamento ma non cambia nulla; si può anche leggere in internet se sei abbonata ma non è la stessa cosa!) ho adocchiato una ricettina che mi ha interessata subito, complice anche la foto molto bella. Degli gnocchi di zucca senza patate, senza uova e adatti anche a chi ha intolleranze al glutine (vedi fratello).
Avendo già una zucca aperta in attesa di utilizzo serviva solo il momento adatto per poterla fare; è anche velocissima  tolto il tempo di raffreddamento della zucca per poterla lavorare.
Io ho seguito la ricetta per quanto riguarda la composizione degli gnocchi mentre poi ho variato il condimento scegliendo un semplicissimo burro e salvia.
Risultato: degli gnocchi molto delicati come sapore (forse la prossima volta ci aggiungo qualche spezia) e morbidissimi al palato senza che si distruggano nella pentola quando bollono!
Ho ridotto le dosi perché sulla rivista usavano 600g di zucca indicandola per 4 persone; io ne ho usati 420g (già puliti) mangiandoli in 2 come piatto unico.






INGREDIENTI: 

  • 420g di zucca (consigliata una tipo Mantovana, con pasta soda che fa poca acqua);
  • 70g di fecola di patate;
  • 50g di farina di riso;
  • un cucchiaio di olio; 
  • sale q.b.;
  • burro;
  • salvia;

Pulire e tagliare a pezzettini la zucca, metterla in una pentola con un cucchiaio di olio, il sale e un cucchiaio di acqua e farla cuocere a fuoco medio per 10-15 minuti. Unire la fecola e la farina di riso, mescolare per amalgamare e fare cuocere ancora per qualche minuto finché si addensa e diventa come una palla che si stacca dalle pareti.
Ora lasciare raffreddare per bene poi su un piano leggermente infarinato formare dei filoncini e staccare delle palline per fare gli gnocchetti.
Bollirli per 2-3 minuti in acqua bollente salata, quando vengono a galla scolarli con una schiumarola. Nel frattempo fare sciogliere una noce di burro, o se volete un po' d'olio, con qualche fogliolina di salvia e versarlo sugli gnocchi.
Ecco fatti degli gnocchi di zucca golosi e semplici allo stesso tempo.
Un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.



mercoledì 3 agosto 2011

Mini cestino di patate

In una tranquilla domenica il marito viene improvvisamente infettato da 'un-improvviso-attacco-di-voglia-di-papate-al-forno' (attenzione è grave e il virus potrebbe essere ancora in giro!). Colpa delle patate novelle e dell'immediata disponibilità di quest'ultime. Fa niente se siamo a luglio e bisogna ancora accendere il forno (meno male che le temperature ci assistono). 
Il virus è di quelli fulminanti, non ti lascia tempo di pensare che sparisci e ti ritrovi a raccogliere patate e pulirle. Tu impassibile lasci fare consapevole che è l'unica cura possibile ma compi un piccolissimo errore: non controlli!
E' così che ti ritrovi con patate già pulite per sfamare 4-5 persone... Fortunatamente lo fermi prima che le tagli tutte a pezzetti (notare che la voracità con cui assale la voglia è tale che fai tutto da solo senza delegare a mogli che stanno facendo altro il compito di preparare "l'antidoto arrosto" :-) ) ma rimarranno comunque delle patate in frigo da far fuori velocemente.
Questa premessa unita alla disponibilità di verdure del post precedente mi hanno acceso la lampadina ed ho sformato (si anche io continuo ad accendere il forno :-( ) questi cestini.


Ingredienti: fate voi le dosi in base alla quantità di patate da far fuori
  • patate già lessate;
  • zucchine;
  • peperoni;
  • pomodorini;
  • cipolla;
  • il solito dado vegetale;
  • besciamella;
  • pangrattato;
  • purè;
Tagliare a fette più sottili possibili le patate lessate e rivestire dei pirottini di alluminio o degli stampi adatti. Spolverarli di pan grattato e infornare per un quarto d'ora a 200°C finché risultano dorati e croccanti. Nel frattempo stufare prima la cipolla con un filo d'olio e.v.o. e un cucchiaino di dado vegetale e successivamente aggiungere le zucchine, i peperoni e i pomodorini per cuocerli un po' lasciandoli comunque al dente. Preparare una besciamella abbastanza liquida (farina tostata nell'olio e latte caldo aggiunto a filo, portare a bollore mescolando finché si addensa un po') e unirla alle verdure.
Riempire i cestini di patate con le verdure in besciamella e decorare con il purè (fatto con altre patate bollire e schiacciate allungate con del latte e insaporito con noce moscata, grana e un pizzico si sale) volendo divertendosi con una sac à poche e una spolverata di pangrattato. Infornare ancora a 200°C per 20 minuti finché si faccia una bella crosticina dorata di purè.
Una volta raffreddati si riusciranno a sfilare i cestini che rimarranno interi e croccanti fuori mentre all'interno nasconderanno delle verdure cremose. Una divertente soluzione anche per un pic-nic. 


Un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.

martedì 2 agosto 2011

Sfoglia di verdure

Avere l'orto è una fortuna! Soprattutto se è la passione del marito e ti limiti a raccogliere, ogni tanto bagnare e assicurarti che quello che si raccoglie non venga sprecato (quindi cucinare). Ho anche supervisionato sulla quantità e tipologia delle verdure piantate per non avere prodotti che non si sarebbero usati.
MA ci troviamo comunque con troppa verdura! Tipo che l'hanno prossimo pianterò mezza pianta di zucchine tonde perché una è già troppa. (so che ho messo solo una ricetta ma le altre non erano così entusiasmanti)


Quindi ogni tanto mi trovo a cucinare un po' di verdura tutta insieme per usarla il più velocemente possibile e da questa esigenza è uscita questa sfoglia di verdure 'alleggerisci frigo' (perché non l'ho neanche svuotato) che rimane ottima anche il giorno dopo e si mangia anche a temperatura ambiente.
Ingredienti:
  • una confezione di sfoglia possibilmente senza grassi idronegati (meglio se fatta in casa);
  • formaggio spalmabile a scelta (anche col tofu per la versione vegan)
  • 3 zucchine;
  • 2 carote;
  • 1 peperone piccolo verde;
  • una manciata di pomodorini datterini;
  • 1 pomodoro da insalata;
  • preparato per brodo;
  • origano ed erbe aromatiche miste;
In una pentola mettere un filo d'olio e due cucchiaini di preparato per brodo (in alternativa fare una soffritto di cipolla, e carote) e aggiungere le carote a dadini col peperone a strisce. Successivamente aggiungere le zucchine a pezzetti e i pomodorini tagliati a metà. Lasciare cuocere un po' con il coperchio di modo che le verdure facciano un po' d'acqua per non farle attaccare ma lasciarle al dente.
Srotolare la sfoglia, spalmarla del formaggio scelto e riempire la sfoglia con le verdure preparate.
Io ho spolverato con una miscela di sale ed erbe preparata dal suocero che si chiama salmoriglio (sale, salvia, rosmarino, menta e origano macinato assieme e fatto asciugare poi conservato in una barattolo) in alternativa si possono scegliere gli aromi che si preferiscono. Ricoprire con le fette di pomodoro e ancora un pizzico di origano secco (magari più triturato del mio che avevo raccolto e fatto seccare ma sbriciolato poco).
Infornare in forno già caldo a 180 °C per almeno mezz'ora.
Gustare caldo, tiepido ma anche freddo.



Naturalmente si possono anche variare le verdure secondo la disponibilità.
Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.

domenica 12 giugno 2011

Voglia di pizzaiola...ma di soia...


In una "gita" in un supermercato biologico il marito ha inserito nel carrello le 'bistecchine' di soia disidratate. Non le avevo mai prese io perché se devo mangiare derivati proteici in sostituzione alla carne  preferisco usare il seitan (e prima o poi mi lancerò all'autoproduzione!) ma lui le aveva mangiate in passato e avrebbe gradito rimangiarle ogni tanto.
Ora dovevo capire come cucinarle al meglio. Nei blog su cui sbavo abitualmente (nel senso dell'acquolina che ti fanno venire per le ricette invitanti e ben presentate) c'erano delle valide alternative e dei consigli che si sono rivelati utili per il procedimento di cottura -sulla confezione in effetti non c'era scritto nulla che potesse aiutare -però poi ha prevalso la voglia latente che c'era da un po' del sughetto dell pizzaiola. Strano a dire il vero ma son quei sapori che ogni tanto ti affiorano alla memoria senza un motivo preciso portandosi con sé il ricordo di quando li si assaporava e così è stato sta volta. Quale migliore occasione di soddisfare le voglie!
Sorge un altro dilemma: io non ho mai cucinato una pizzaiola! Eh si perché da quando mi è presa sta 'passione' di cucinare non ho più mangiato carne e tanto meno ne ho cucinata se non per rarissime eccezioni. Serviva quindi riadattare una ricetta a delle simil bistecchine senza aver mai provato a fare l'originale: devo dire che le mie voglie si divertono a complicarmi la vita ma alla fine non ci riescono del tutto. :-)
Gli ingredienti base di cui mi ricordavo della pizzaiola sono: sugo, aglio e origano. Non ho idea di come potesse piacermi dal momento che ho una vera e propria avversione per l'aglio, motivo per cui in casa non ce n'è l'ombra e in un anno sono riuscita a non farlo entrare in nessun piatto cucinato. Normalmente se lo vedo negli ingredienti di qualsiasi ricetta lo elimino senza pensarci un secondo, però però il sugo della pizzaiola deve aver almeno uno spavento d'aglio. Ho risolto inserendo nel sugo una cima dell'aglio a cui avevo consentito un breve soggiorno in frigo dopo essermi accertata che non puzzasse.
Il purè è stato fatto sia per completare il piatto unico sia per utilizzare le patate novelle tanto buone!
Ingredienti per le 'bistecchine' in pizzaiola:
  • brodo vegetale
  • cipolla
  • farina 
  • una spruzzata di vino bianco
  • polpa di pomodoro 
  • origano
  • olio e.v.o.
  • sale
Bollire per 20 minuti le bistecchine nel brodo (io sono partita da mezzo litro di acqua ma poi è avanzato) e lasciarle raffreddare un po' sempre all'interno del brodo. Questo procedimento serve per reidratarle per bene e per dar loro maggiore sapore. Sulla confezione era riportato semplicemente di lasciarle per una ventina di minuti in acqua ma mi sono fidata di più delle ricette lette in internet. Una volta intiepidite strizzarle e infarinarle per bene. 
Ora inizia il procedimento misto che mi sono inventata io per andare incontro alla necessità della soia di cuocere per ulteriori 40 minuti. Avevo paura che mettendole direttamente nel sugo questo si sarebbe ristretto troppo così ho fatto appassire la cipolla in una pentola a parte con un filo d'olio, inserito la soia e sfumato con del vino bianco. Ho fatto cuocere per una ventina di minuti allungando con in brodo di cottura man mano che asciugava. Praticamente una specie di scaloppina che si sarebbe potuta mangiare così magari con l'aggiunta di alcune foglie di salvia. MA io avevo sempre voglia di PIZZAIOLA! (non so se si è capito??) 
Allora in un'altra pentola mettere la polpa di pomodoro nel mio caso con la cima d'aglio altrimenti con lo spicchio d'aglio (decidete voi se schiacciato, in camicia con l'anima o senz'anima,io di aglio non me ne intendo proprio so solo che lo evito!), salare e far cuocere per dieci minuti, aggiungere l'origano secondo il proprio gusto e le bistecchine prelevate senza cipolle dall'altra pentola. Cuocere per altri 10 minuti.
Il sughetto rimasto con la cipolla è stato finito mettendolo sul purè, ci stava veramente bene.
Non so se sia stato il procedimento per la pizzaiola classica ma sono uscite molto bene e ci sono piaciute il tutto accompagnato e reso migliore dall'unico tramonto della settimana che si è sostituito a pomeriggi di pioggia e temporali.
Un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.

venerdì 10 giugno 2011

Zucchine ripiene, le mie!

Sono maturate le prime zucchine nell'orto! che soddisfazione! Come cucinarle, come cucinarle? Le opzioni sono diverse e le fonti di ispirazione anche ma sta volta ho optato per finire ingredienti che erano in frigo e si annoiavano...tanto poi ne arriveranno altre e si potrà variare.
Ed ecco che domenica ho raccolto anche i fiori freschi e preparato queste zucchine.

Cosa ci ho messo dentro?
Ingredienti:
  • 3 zucchine tonde
  • 100 g circa di trofie fresche (nel mio caso ma anche altri formati ma se non è pasta fresca regolarsi con il peso)
  • fiori di zucchina circa una decina
  • una fettina di taleggio
  • una bustina di zafferano
  • olio evo
  • parmigiano
  • sale
Ho iniziato tagliando la parte superiore delle zucchine e le ho scavate senza romperle. Farle cuocere al vapore ma lasciarle al dente.
Tagliare a tocchetti il ripieno e la testa della zucchina e saltarla in padella con un filo d'olio evo per ammorbidirle e aggiungere un pizzico di sale; a metà cottura aggiungere i fiori di zucchina e  una bustina di zafferano. Contemporaneamente bollire al dente la pasta in acqua salata e unirla alle zucchine per portare avanti ancora un po' la cottura. Alla fine aggiungere il taleggio tagliato a dadini e coprire con un coperchio per farlo sciogliere ma non mescolare. Scaldare il forno a 180°C e riempire i gusci delle zucchine con la pasta lasciando in superficie i pezzetti di taleggio e spolverare con parmigiano. Adagiare le zucchine su una teglia versando sul fondo un po' di sughetto di cottura delle zucchine e infornare per un quarto d'ora ma regolarsi con la cottura.
Squisite!


Un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.


mercoledì 1 giugno 2011

Tris di risi

...Con tofu e crema di lenticchie rosse.



Una stupidata di piatto ma buono.
Veloce da fare, non tanto per i tempi di cottura del riso Venere e di quello selvaggio ma perché non c'è molto da fare mentre loro cuociono. Un misto di sapori, tra l'altro lasciati per lo più al naturale.
Mi limito a descrivere il procedimento diviso per preparazioni.

Riso basmati: portare a bollore dell'acqua salata e cuocervi il riso per una quindicina di minuti, dipende dal grado di cottura che vorrete, scolare l'aqua in eccesso e condire con un filo d'olio e una manciata di semi di sesamo tostati.
Riso Venere: portare a bollore un quantitativo di acqua doppia rispetto a quella del riso, in questo caso senza salarla, cuocere il riso per 35-40 minuti, scolare l'eventuale acqua rimasta e condire con del tamari e un filo d'olio. Il riso va precedentemente sciacquato.
Riso selvatico: (sulla confezione consigliavano la pentola a pressione ma io ho fatto senza) versare il riso, precedentemente sciacquato, in una volta e mezza il quantitativo di acqua salata rispetto al riso. Cuocere per un'oretta. Condire con un filo d'olio.
Crema di lenticchie rosse: in un pentolino mettere le lenticchie rosse e il doppio dell'acqua con un po' di preparato per brodo in polvere (o sostituire l'acqua con il brodo di verdure già pronto) e lasciare cuocere finché si sfaldano e diventano crema. All'incirca una mezz'ora con il coperchio per non fare attaccare, avranno anche assorbito l'acqua e non ci sarà bisogno di scolare nulla.
Il tofu marinato: il mio era sempre il tofu alle erbe della ricetta Ceciofu, stavolta però l'ho messo a marinare tagliato a fette per mezzora in una soluzione di acqua e tamari, poi l'ho scolato e cotto ancora in una padella antiaderente. Rimarrà molto saporito da solo senza bisogno di altro.

Una volta pronto il tutto impiattare come meglio si crede. Nel piatto la crema di lenticchie si vede poco perché è sotto i pezzettini di tofu.
Un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.

martedì 24 maggio 2011

Ceciofu


Ancora una volta Sigrid è stata l'ispirazione, più precisamente il suo libro del cavolo :-P (non vuole essere per niente un'offesa, anzi!). Poi la ricetta ha subito rivisitazioni, anche perché prendo gli ingredienti, non mi attengo alle dosi e quello che esce esce tanto di solito è buono lo stesso.
Sta volta volevo sia preparare dei ceci da usare come piatto unico ma anche provare una confezione di tofu acquistata e in attesa dei compagni di piatto giusti (questi non sono stati male). La ricetta è molto semplice soprattutto se si parte dai ceci in scatola ma molto gustosa.
Vediamo come ho fatto (ehm forse sto guardando troppo i programmi in Borghese), ingredienti:
  • ceci già lessati i miei da cotti erano 800g (si, sono stati mangiati a più riprese)
Per le giornate di calma prendere dei ceci che sono stati messi a mollo per la mezza giornata o nottata precedente, una pentola a pressione e delle foglie di alloro. Inserire i ceci e le foglie con dell'acqua nella pentola a pressione e cuocere per 40 minuti dal fischio. Niente sale. Trascorso il tempo, sfiatare, asciugare la cucina dal vapore o essere più furbi e sfiatare all'aperto.
Per le giornate di fretta ricorrere ai ceci in scatola ma pagare pegno in qualche modo...
  • una cipolla media
  • 4 cucchiai d'olio evo
  • un cucchiaio di preparato vegetale per brodo
  • tofu (il mio era alle erbe ma va bene anche classico)
  • pinoli
  • tamari

In una pentola stufare le cipolle con due cucchiai d'olio finché risultano belle tenere, aggiungere i ceci, gli altri due cucchiai d'olio e il cucchiaio di preparato per brodo. Lasciare insaporire qualche minuto poi aggiungere una manciata abbondante di pinoli e il tofu tagliato a dadini precedentemente bollito in acqua salata una decina di minuti e scottato in una padella antiaderente a secco.



Mescolare bene per amalgamare stando attenti a non disfare eccessivamente i ceci e il tofu, anche se un pochino è positivo perché formerà un'ottima cremina. Irrorare di tamari a piacimento, nel senso che nonostante il preparato per brodo il tutto avrà bisogno di un po' di sapore ma il tamari non a tutti piace quindi assaggiare. Lasciare asciugare per benino gli ultimi minuti ed ecco il piattino pronto.
Semplice ma molto buono! Fa da piatto unico abbinato a del pane.
Un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.