giovedì 29 marzo 2012

Spezzatino di soia


Finalmente un secondo.
Dei sostituti vegetali alla carne quello che proprio mi soddisfa è il seitan; anche quello comprato sinceramente e non mi sono ancora messa a sperimentare l'autoproduzione. Per variare e per curiosità ogni tanto usiamo anche i bocconcini di soia. A dire la verità di entrambi non ne mangiamo spesso, anzi, come è giusto che sia, preferendo assumere legumi come fonte di proteine ma quella volta ogni tanto ripropongo piatti tipicamente carnivori in veste vegetale. Il marito li mangerebbe entrambi, definendosi appunto onnivoro, a me di quei piatti il più delle volte non piaceva la carne ma il contesto: dello spezzatino la cremina con le patate e i piselli, della pizzaiola il sugo, del brasato le verdure e via dicendo quindi se ci metto qualcosa che non sia animale che pur mi piace lasciando invariato il procedimento mi ritengo soddisfatta.
L'altro giorno mi è venuto il pallino dello spezzatino ed essendo a casa la mattina, dovendo preparare la cena che poi si potesse riscaldare ed averla pronta subito, ho trovata perfetta la soluzione.
Cena assicurata con apporto proteico garantito (sono curiosa di ritirare gli esami per l'emocromo e vedere i livelli di ferro, incrociamo le dita).

Ingredienti:
  • 8 bocconcini di soia;
  • 200 g di piselli in scatola (versione veloce);
  • 3 patate medio-piccole;
  • 3 carote;
  • cipolla;
  • olio evo;
  • vino bianco;
  • brodo vegetale;
  • tamari;
Iniziare facendo bollire i bocconcini di soia nel brodo vegetale per 20 minuti. Una volta pronte strizzarle e tenderle da parte.
Nel frattempo affettare la cipolla e farla appassire in un filo di olio evo. Pulire e tagliare a dadini le carote e le patate; io di queste parte l'ho tagliata a dadini piccoli e parte in cubetti più grandi, perché in cottura quelli piccoli tendono a sfaldarsi rendendo tutto più cremoso. Buttarle in pentola e sfumare con un po' di vino bianco, circa mezzo bicchiere.
Lasciare cuocere con il coperchio eventualmente aggiungere un po' di brodo se tende ad asciugare. Quando saranno ad un buon punto di cottura aggiungere i piselli in scatola e i bocconcini dopo averli sfilacciati con le mani per avere dei pezzettini. Aggiungere il tamari; la quantità va a gusti, io non ho salato ulteriormente, il sale era nel brodo ma non ne è andato tanto quindi mi sono regolata con il tamari.
Lasciare cuocere ancora circa 10 minuti senza il coperchio in modo che i piselli si ammorbidiscano e la soia prenda sapore.
Servire caldo.
Io erano anni che non mangiavo spezzatino in nessuna versione ma questo è piaciuto entrambi. Le carote in teoria non dovrebbero esserci nella versione originale, o per lo meno in quello che mangiavo da piccola ma stavolta avevo semplicemente voglia di metterle.

Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.




martedì 27 marzo 2012

E per Mousse sono 5


La pelosa cresce ed è arrivata a 5 mesi. Le diventano i peli bianchi perché sta continuando a cambiare il pelo (il pelo del pastore bergamasco è da considerarsi definitivo verso i 3 anni) e continua ad appiccicarlo a qualsiasi vestito io metta. Le crescono i baffetti e aumenta sulle guanciotte che io le tiro tutte le volte.
Si è fortificata la voce anche se a livello di decibel era bella potente anche prima, meno male che la usa poco!
Impazzisce per l'erba e la terra dove inizia a correre e a rotolarsi come una matta facendo agility tra gli ostacoli del giardino ma centrando in pieno l'orto.
C'è solo qualche dubbio sul nome: ho scelto Mousse sperando che poi si rispecchiasse. E' dolce e morbida ma avrebbe dovuto essere anche delicata mentre ha la pesantezza di un carro armato ed è sotto carica come se si scolasse Red Bull a tutto spiano. Ha quelle unghiette affilate che la maggior parte delle volte che ti salta addosso si conficcano da qualche parte; per non parlare dei denti... Nonostante non combini guai (tranne quelli da mettere in conto se hai un cane che non sia un Chiwawa!) è perennemente sotto minaccia di Valium  o Tavor (non ci sarebbe prodotto naturale efficace per calmarla) come se psicologicamente la potesse calmare.
Però ti fa divertire un mondo ed è di un espressività disarmante.
Non le è ancora passata la fifa per alcune situazioni apparentemente innocue ed è ancora diffidente verso la maggior parte degli sconosciuti, anche se appena li vede abbaia, poi indietreggia.
Io l'ho già detto la guardia la fa: se la si sente piangere ci sono i ladri! La foto sotto ne è un esempio, si stava riparando tra le mie gambe perché il consorte la spaventava...


Abbastanza obbediente, sta imparando dal marito poiché lui è stato identificato come capobranco mentre io come compagna di giochi (sarà forse che la coccolavo solo appena arrivata??anche adesso però quello più severo è lui, io non so resistere e tendo a darle retta); la cosa mi starebbe anche bene se solo non mi scambiasse per un osso continuando a volermi mordicchiare e saltarmi addosso.
Spero solo si calmi crescendo e con l'arrivo dell'altro cucciolo altrimenti non saprei come fare. Una mia amica mi ha detto che loro lo sentono e diventano più delicati, speriamo.
Nel frattempo la strapazzo di coccole facendole anche gli auguri per i 5 mesi.
Un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia. 

lunedì 19 marzo 2012

19 Marzo



La torta di banane con nocciole e cioccolato di Fragole a merenda perché ogni volta cambio ricetta e assaggia qualcosa di diverso. Ormai conosco i gusti e difficilmente non gradisce.




Un muggito e un saluto,
Silvia e Olivia.

venerdì 16 marzo 2012

Pagnotta di semola e orzo

Mi sto disintossicando. Dalle crescentine intendo. Settimana scorsa mi è venuta voglia di fare un pane vero e proprio. Volevo provare a fare qualcosa tipo pugliese. Ah ah, che grande illusione, non ci assomiglia per niente ma è uscito un miscuglio che ci è piaciuto in tutto. E' morbido e rimane morbido, ha un sapore delicato ed si adatta a diverse situazioni.
Il consorte mi ha detto che era proprio buono e ci siamo divisi l'ultima fetta alla "lilli e il vagabondo".
Dato che era una specie di esperimento della serie 'io mischio e vediamo cosa esce' ho tentato la sorte un'altra volta questa settimana per capire se si poteva trattare di ricetta ed ha avuto di nuovo i nostri consensi. 




La pagnotta è stata battezzata a colazione: e l'ha fatta anche lui che di solito non la fa mai, entrando in cucina contento di avere la fetta di pane fresco, il cosa ha spalmato lasciamolo perdere, banale...Io invece ho dato un letto più morbido alla mia solita marmellata di arance!


INGREDIENTI:

  • 150 g di farina 0;
  • 100 g di semola di grano duro;
  • 50 g di farina integrale d'orzo;
  • 50g di pasta madre rinfrescata;
  • un cucchiaino di malto (io di riso ma vedete in base ai gusti);
  • un cucchiaio abbondante di olio;
  • un cucchiaino di sale;
  • acqua q.b. per un impasto morbido ma non appiccicoso;
Sciogliere la pasta madre, rinfrescata la sera prima, in un po' d'acqua con il cucchiaino di malto e lasciare riposare quasi mezz'ora; nel frattempo preparare le farine, miscelarle bene e aggiungere il sale e l'olio. A questo punto unire la pasta madre e l'acqua necessaria. Perdonatemi ma qui entrambe le volte sono andata ad occhio aggiungendone poca alla volta, l'impasto deve essere morbido, elastico ma non appiccicare.
Lavorare per bene e a lungo e lasciarlo riposare al riparo (ciotola,straccio asciutto e straccio bagnato nel forno spento) per almeno due ore.
Riprendere la pallina e rilavorarla sbattendola sul piano e impastandola ancora per un dieci minuti un quarto d'ora poi rimetterla a riposare e dimenticarla. Io per esigenza l'ho fatta riposare ancora 10 ore e mezza, purtroppo non ho potuto riprenderla prima o lavorarla più tardi la prima volta quindi non saprei come possa venire con meno lievitazione.
A questo punto riprendere l'impasto, stenderlo piegare prima in tre come fosse una lettera, poi girarlo con il lato lungo in verticale e ripetere la piegatura in tre. Adagiarlo con la parte piegata verso il basso e lasciare lievitare ancora un ora incidendo la superficie con un coltello affilato. Dare la forma desiderata, eventualmente reincidere la superficie ed infornare in forno caldo a 200°C per almeno 20 minuti.
Lasciare raffreddare su una griglia e affettare a piacimento.






Mi rendo conto che i tempi di lievitazione sono un po' lunghi ma questo dipende anche dai miei orari di lavoro e non riuscirei a ridurli ma non escludo che esca lo stesso senza le 10 ore di lievitazione, solo io non lo saprò mai... :-)


Un muggito e un saluto, buona inizio di primavera,
Silvia e Olivia.