venerdì 29 aprile 2011

Acacia e sambuco, non solo profumo...

Pasquetta di relax; all'insegna del "riposo", col 'risveglio-bradipo' come l'ho battezzato io. Quello che ti fa uscire dal letto solo quando ne hai voglia, perché ti sei svegliato senza sveglia o costrizioni, ti trasferisci a fare la 'sacra-colazione' (non in quanto è pasquetta ma perché è irrinunciabile) con calma e poi ti dedichi a quello di cui hai voglia in quel momento senza gli schemi prefissati degli altri giorni.
E fu così che sono rimasta in cucina ad impastare dei panini che non facevo da un po'; ripulito la cucina intanto che lievitavano e finito l'aiuola delle aromatiche in giardino.
Era il giorno perfetto per materializzare un richiesta che mi era stata fatta dal marito.
Gli era rimasto in bocca il sapore amaro dei fiori di violetta canditi che non avevo fatto (perché proprio nel pieno della fioritura sono stata impegnata in altro!) così era già da qualche giorno che mi sentivo dire di prepararmi per la fioritura dell'acacia per non lasciarmela sfuggire che la voleva in pastella*. Serviva però raccoglierla e preparla subito, quindi non tutti i giorni sarebbero andati bene; lunedì era perfetto.
Mentre i panini si raffreddavano, siamo andati alla ricerca dell'albero fiorito in mezzo ai campi più vicino (non ho dovuto fare molta strada e si sapeva già dove andare a rubare il cibo alle api, poverine). Già che c'ero ho preso anche del sambuco, quel poco che ho trovato nella zona perché secondo l'imbattibile legge di Murphy le piante più fiorite sono quelle a bordo strada, almeno da me.
Tornata a casa col bottino, la pulizia non è stata delle più semplici perché mi sono accorta dopo averli presi che i fiori erano stati assaliti da non poche formiche rosse e la sola immersione del fiore in acqua non le spaventava affatto! Il sambuco invece per fortuna era indenne.



Con un po' di pazienza avevo preparato il bouquet pronto per l'immersione. Ora manca la pastella.

Ingredienti: a me è bastata per una decina di fiori
  • 100 g di farina 0
  • acqua freddissima (non c'è una dose precisa dipende dalla farina)
  • ghiaccio (in alternativa all'acqua freddissima)
In un recipiente versare la farina e poco alla volta l'acqua che per migliorare la tenuta della pastella deve essere freddissima (meglio ancora se frizzante, nel mio caso non lo era) ma non essendo così previdente ho avuto il colpo di neurone (che essendosi rilassato collaborava) di mettere dei cubetti di ghiaccio. Per compensare la dose di acqua totale ho iniziato a versarne un po', quando la pastella era ancora densa ho aggiunto il ghiaccio e mescolato per farlo sciogliere e poi ho aggiunto ancora un po' d'acqua fino ad avere una consistenza fluida ma non troppo liquida.
Sta cosa del ghiaccio mi era sembrata intelligente per poi scoprire mercoledì cucinando con Ale che era il procedimento classico per la tempura anche se con ingredienti diversi. Non c'è molto da vantarsi perché mostra quanto sia inesperta ma tant'è...
Intanto scaldare un pentolino con circa 4 cm di olio di semi per friggere.
Riprendere i fiorellini che staranno aspettando su un canovaccio per asciugarsi dopo che saranno stati puliti. Io ho preso una bacinella di acqua, ci ho pucciato il grappolino mosso un po' delicatamente e poi l'ho scrollato facendo ruotare il gambo tra le dita, indolore per il fiore e anche divertente!
Immergere il fiore di turno nella pastella, bagnandolo per bene, uno alla volta e poi direttamente nell'olio caldo per qualche minuto. Essendo acqua e farina il colore rimarrà chiaro anche se cotto. Estrarlo e lasciarlo su carta assorbente a raffreddarsi un po'.
Con calma appunto, uno alla volta, non c'è fretta.
Quando saranno tiepidi si possono spolverare di zucchero a velo, non essendoci zucchero nella pastella. Il sambuco è ottimo anche nature.
Ecco pronta una bucolica merenda in giardino...non è rilassante?

P.S.
Mi è stato suggerito da Olivia di mangiare i fiori ed avendo sentito la fama dei fiori d'acacia fritti ho voluto provare allargando anche al sambuco. Di versioni di pastella ce ne sono diverse io ho voluto stare leggera e neutra.
Non male direi, l'acacia un po' al di sotto delle aspettative ma il sambuco mi ha stregato!!!
Buono veloce e ripetibile non fosse per il fritto...
prossimamente la ricetta dei panini.
Un muggito e un saluto,
Silvia & Olivia.
*a breve distanza e con pochi post ci sono già due ricette di fritto. Che orrore, la cosa va a mio discapito ma giuro che mangio fritto molto di rado e succede in occasioni particolari!

P.P.S. Ci teniamo a precisare che nessuna formica rossa è stata maltrattata per la preparazione del piatto, e siamo serie!

2 commenti: